Archivio mensile:settembre 2019

Tel Aviv on Fire: il segreto è l’ascolto

Si può fare. Si-può-fare. Parlare di Israele e Palestina, del conflitto, delle diversità, ironizzando, giocando con l’hummus i pomodori e i fischi, i check-point, il muro e le ottusità. In fondo era quello che faceva il cinema italiano, la commedia può cannibalizzare tutto e restituirci il dolore con le risate, basta saper scrivere. Il film – da vedere subito – è “Tutti pazzi a Tel Aviv” (è del 2017 ma in Italia è arrivato tardi), perché si ride, perché c’è ritmo, perché poi citerete le battute anche se non sapete che cosa hanno trattato israeliani e palestinesi a Oslo. Continua a leggere

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Pizzaballa: figurina, portiere e paradosso

È stato uno dei grandi latitanti italiani, Pier Luigi Pizzaballa, ma solo in figurina Panini, un vero paradosso: il ruolo di portiere – dell’Atalanta – lo obbligava a stare fermo in porta, mentre la figurina sfuggiva a tutti. Oggi uomo, ruolo e figurina (anche se è venuta dopo) compiono 80 anni. Continua a leggere

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L’autunno di Maradona

L’immagine del mito e il corpo che lo contiene si stanno separando. È difficile essere Maradona quando Maradona si logora, è complicato continuare a sperperarsi quando il corpo è andato in riserva e questa volta annaspa, accusando l’usura delle vite precedenti. Intorno tutto rimane immutato, cambia il contesto non il calore, che sia uno stadio russo o uno argentino, la gente continua a tributare a Diego Armando Maradona la riconoscenza dovuta alla bellezza ricevuta, al sogno, ai prodigi visti, alla sua grande vita, ma dentro piove, le pareti scricchiolano, e la magia scivola via. Continua a leggere

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Lozano: volontà e tempi esatti di Dio

Poteva fare il prete, non il gangster come immaginano in molti, alla fine ha fatto il calciatore. Hirving Lozano è probabilmente il calciatore di maggiore talento della sua generazione, tanto che persino il raffinato scrittore messicano Juan Villoro, ai mondiali in Russia, aspettava i suoi gol – «El futbol está hecho de milagros y una vez que alguien hace un diagnóstico negativo, espera como buen aficionado que el “Chucky” Lozano meta un golazo y todo cambie» – che arrivarono: Continua a leggere

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L’ultima cena del principe della zolla

Le ultime parole scritte da Giovanni Luigi Brera, nato l’8 settembre 1919 a San Zenone Po, furono per Ambrogio Luigi Pelagalli da Pieve Porto Morone. Era la sera del 19 dicembre del 1992 e al ristorante il Sole, a Maleo, si erano visti, Brera c’era andato a mangiare il ragò d’oca, con convocazione del Pelagalli a metà cena e dopo la chiacchierata si era scritto sul taccuino che avrebbe dovuto parlare dell’ex calciatore del Milan di Rocco a Braida e Galliani. Come accaduto al tennista Michael Joyce con David Foster Wallace erano annodati per sempre da uno scritto. Continua a leggere

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