Settantanove anni di Estate

1. Da architetto disegnò l’Estate Romana, riprogettando il vuoto della vacanza.
2. La ridefinizione dell’effimero, finalmente libera dai grafici del rendimento tra Franco Maria Ricci e Renato Nicolini.
3. Attore per Ettore Scola, perché il cinema – e l’arte tutta – andrebbe vissuta come esperienza totale, dalla realizzazione alla proiezione.
4. Comunista per il Pci, edonista reaganiano per D’Agostino.
5. Usare l’architettura per raccontare la vita, e viceversa.

6. Scapigliato, sghembo, inseguiva la retta, ma mai la via. E pensare che Roma prima della Raggi ha avuto Nicolini, rendendosi conto troppo tardi di essere stata una visione come il suo cinema.
7. Sempre pronto a cercare lo stupore, che fosse Sordi, Giulio Carlo Argan o Fellini.
8. Con Claudio Villa e Renzo Arbore contro McDonald’s a Roma, inneggiando a Clint Eastwood sindaco della capitale, che sicuramente l’avrebbe voluto come assessore alla cultura. E poi voi avete votato Rutelli.
9. Prima Roma, poi Reggio Calabria, e dopo Napoli, poteva essere un grande imperatore romano, inaugurando la Pax artistica con la Cultura Felix, peccato che il cinema non girasse più peplum.
10. Prima l’architettura italiana produceva Bruno Zevi e Renato Nicolini ora ci tocca Fuksas e la figlia, regista delle sue cosine per commuovere Venezia.
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