Prova a prendermi. Ottant’anni di fuga di Bob Dylan

190250752_4640169349333557_1334313514548784850_n1. Enigmista, occultatore, costruttore della realtà a strati. Dylan ama disseminare se stesso nelle immagini e nelle canzoni per farsi scoprire e darsi nuovamente alla fuga.

2. Pete Seeger tenta di uccidere il suo suono elettrico a colpi di ascia, la motocicletta lo tradisce facendolo a cadere a Woodstock e una malattia cardiaca per un periodo lo costringe a fermarsi. Come Roman Polanski, anche Dylan sfiora la morte senza farsi raggiungere.
3. Salvador Dalì ebbe Amanda Lear, Dante Beatrice e Klimt Adele, Martin Scorsese ha avuto Bob Dylan, filmando e inseguendo nel disperato tentativo di capire cosa gli passasse per la testa.
4. Mentre l’Italia scopre l’Eurovision, cinquant’anni fa Dylan inaugurava la musica panottica e universale.
5. Dal Tamburino scimmiottato da Battiato, il bussare ai cancelli del cielo con Peckinpah, passando per il cadere come una pietra che rotola. Nuovo dizionario della contemporaneità.
6. C’è chi ha contestato il suo Nobel per la letteratura. E dire che lui non se n’è neanche accorto.
7. Il velluto di Lay, Lady, Lay, l’appassionato cantato fuori metrica di One Of Us Must Know, la liturgia di Isis, lo spoken di Talkin’ World War III. La voce è solo un’altra maschera per confondere le acque e fuggire.
8. Se ha cercato la normalità come stile di vita è stesso la musica ad essergli rivoltata contro. Nel momento in cui vuole essere un buon padre di famiglia e con Blood on the tracks anticipa la fine del suo matrimonio, subito arriveranno i successi di Hurricane, Rolling Thunder Revue e Desire. E fargli riprendere la strada.
9. Passa da una religione all’altra inseguendo Dio, quando basterebbe guardarsi allo specchio.
10. È stato negro, cameriere, carcerato, pensionato, morto, pistolero e mille altre cose ancora, sempre suonando. Una volta è stato anche se stesso.
11. Come far passare Alessandro Baricco per invidioso, Patti Smith per una segretaria e l’Accademia di Svezia per un incidente di percorso.
12. Ha attraversato e folgorato Zappa, Springsteen, Lou Reed, Beatles, Rolling Stone, Leonard Cohen e Patti Smith. Vuoi vedere che Red Ronnie è sordo?
13. Una volta ha amato un altro ebreo, che amava solo se stesso, era Natale, quell’ebreo non era Gesù ma Norman Mailer.
14. Treni, bar, moto, auto, Bob a differenza dei cantanti italiani sta sempre in giro, nel suo Never Ending Tour. Alla stanzialità preferisce essere sulla strada come Jack Kerouac.
15. Sarà vero che a far canzoni non si fanno rivoluzioni ma almeno si tirano fuori i pugili innocenti dalle galere.
16. Peccato che Terry Gilliam non abbia pensato a lui come Don Chisciotte per il film, anche perché quale migliore Sancho poteva esserci di Allen Ginsberg?
17. Egoista, strafottente, elitario, furbo. A trovarne di gente con questo talento al di sotto dei sessant’anni oggi.
18. Bob, non ti illudere: anche tu oggi rifiutando un talent show ti saresti sentito chiedere ai bordi delle strade: How does it feel?
19. Ma se tu vendi la libertà, cosa ti compri?
20. Una contraddizione continua, senza fondare un partito e senza farsi eleggere, per caso fortuito e mancanza di voglia, alla Casa Bianca.
21. Sono passati tanti anni, ma adesso, Bob, puoi dircelo: la crisi con il folk era un’opportunità per troncare con Joan Baez? Che gomme montavi il giorno dell’incidente? E qualsiasi cosa succeda per il futuro, potresti evitare di diventare una tua cover band come i Rolling Stones?
[Il ritratto è di Sergio Algozzino]
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