Raffaella Carrà: ¡Qué Dolor! ¡Qué Dolor!

Senza nome1. A far l’amore ha cominciato lei, liberando l’intera nazione. Ma solo da Trieste in giù. Raffaella Carrà ha insegnato agli italiani che non c’è colpa nel portare allegria.
2. Lezione di anatomia comparata per Roberto Benigni, apparizione divina per Tiziano Ferro, raro ballo trasgressivo per Alberto Sordi, due di picche per Frank Sinatra. La donna che voleva e poteva fare tutto ed è riuscita ad essere unica per ognuno.
3. Bambina prodigio, ragazza indipendente, donna in carriera. La sua vita è stata un’avventura da fotoromanzo. Se l’Occidente ha i testi inglesi degli Abba, il Sud canta in spagnolo tutti i testi di Raffaella Carrà.
4. Perché le donne potevano saper ballare, cantare e recitare ma sempre vestite in abiti monastici. La minigonna – fasciata colorata con paillettes – di Raffaella Carrà è seconda nell’ emancipazione femminile solo alla legge sul divorzio e al suffragio universale.

5. “Sulla mia tomba lascerò scritto: Perché sono piaciuta tanto ai gay?”. Come ogni banalità del bene, dimenticava la sua eccezionalità per aver rivendicato da sempre rispetto per gli omosessuali, essere a favore della famiglia omogenitoriale e aver liberalizzato l’ombelico.
6. “Siempre voto comunista” affermava fieramente. Se Occhetto avesse scelto “Rosso” come inno del partito, a quest’ora non avremmo neanche il PD.
7. L’unica persona che teneva il passo a Maradona su un palco.
8. Vedendola arrivare, Gianni Boncompagni l’avrà rassicurata subito dicendo: “Non ti preoccupare, qui hanno sempre uno stracchino freschissimo”.
9. Tute aderenti arcobaleno, l’onda del caschetto biondo, il passo a ritmo d’orchestra. Nuovo dizionario erotico italiano.
10. È sopravvissuta a tournée infinite per il Sudamerica, conduzione di Sanremo senza critiche e a un maiale al cioccolato di nome Gigetto preparato da Ugo Tognazzi. Indistruttibile.
11. Se la guerra fredda era in bilico per le conversazioni telefoniche tra Washington e Mosca e i telefoni di Mina facevano ripensare agli amori perduti, la Carrà ci ha fatto riappacificare con i prefissi, rispondendo alle chiamate da tutta Italia.
12. “Com’è bello far l’amore da Trieste in giù”. La nuova Linea gotica che ha diviso l’Italia.
13. Topo Gigio o Paolo Sorrentino, Giulio Andreotti o chi chiama da fuori Roma. Per la Carrà non c’è differenza di trattamento se deve dividere lo schermo con qualcuno. E in questa educazione all’ascolto che sta la classe di una televisione e di un mondo perduto.
14. Al Letterman show corresse il conduttore dicendo che era improprio paragonarla a Ed Sullivan o Johnny Carson. Da donna preferiva Barbara Walters. Anche se preferiva semplicemente essere Raffaella Carrà.
15. Quando andava indietro con la testa poteva scatenare rivoluzioni come un segnale di Zapata o risvegliare desideri assopiti da secoli.
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