Le Paté de Tognazzi

Senza nome

Sinonimo di barocchismo lombardo: tutto purché ci sia in abbondanza. Dalle sperimentazioni culinarie alle donne, amanti ed amate, dai film agli amici, Tognazzi è una vita sviluppata in larghezza, ma mai per accumulo, per espressione di gioia.

Un attore che ama l’azzardo: se spericolato davanti alla macchina da presa sceglie di essere inquadrato da Ferreri e Lizzani, Lattuada e Petri, anche fuori dallo schermo non esita a farsi fotografare come capo delle BR. L’unica pigrizia è quella di dare spiegazioni agli altri.

Per Risi era il migliore, per Ferreri l’unico capace di assecondare le sue pazzie, Lizzani e Bianciardi sapevano che era l’unico eversore.

Se da cuoco a Vittorio Gassman ripeteva ossessivamente ne “I nuovi mostri”: va a dà via el cul, da Ugo Tognazzi, per mandarti a fare in culo, comprava comodamente un’isola norvegese, Fan-Kul, e ti ci invitava. L’eleganza non può rinunciare mai a un minimo di forma.

Poteva essere tutto, da omosessuale a fascista, da travestito a democristiano, da cardinale a ultimo indiano. Si calava nei ruoli come una soubrette scende le scale di un palcoscenico, anche quelli più lontani da sé, senza mai smarrirsi.

Tagliolini alla bella Anna, Spaghetti alla sgualdrina, Linguine al salmone. La pasta come autostrada delle passioni, che non solo lo legava dalla tavola al letto come lunghi capelli di donna, ma anche alla lussuria della sopravvivenza, alla felicità del corpo che affamato dopo la guerra, si sazia.

Ha amato una ballerina inglese, sposato un’attrice norvegese e infine confermato un’italiana, vivendo i sentimenti con l’intensità di decolli e atterraggi, tra figli e nuove produzioni. Se non tutto è stato perfetto, sicuramente la sua Europa è stata un progetto più riuscito di quello di Spinelli.

Uno degli attori più maturi e completi del cinema italiano, proprio perché aveva saputo continuare a giocare, restare ragazzo, ridere e scherzare anche nell’età adulta. 9. Con Tognazzi la leggerezza, soprattutto nel secondo dopoguerra, aveva trovato il suo palcoscenico, anche se il primo impresario che lo volle in scena, aveva una ditta di pompe funebri. Il suo primo spettacolo fu con teli neri e viola e al posto delle scale, casse da morto.

Il duo con Vianello è gag, recita a soggetto e tutti gli insegnamenti della rivista. Per quanto l’umorismo sia raffinato, di derivazione inglese, la satira sarà loro fatale: deridendo il Presidente della Repubblica Gronchi, il programma Rai viene cancellato. Un precedente per Franco Maresco.

“L’ape Regina” “Marcia Nuziale” “La Donna Scimmia”: a chi lo ammonisce di non lavorare con il “Matto”, Marco Ferreri, Tognazzi risponde facendo una grande abbuffata da protagonista nei suoi film: era l’unico che non aveva paura delle inibizioni e dei cattivi pensieri nel nuovo perbenismo.

Un uomo pieno di amici all’eterna ricerca dell’amicizia, un non religioso ma credente solo nella disperazione, di idee politiche tendente al rosa: se davanti alla macchina da presa non sfugge, qualsiasi tentativo di definizione dell’uomo Tognazzi risulta sfocato con una pretesa superficiale.

Torvaianica trasformato in luna park. Per il bambino infinito, la pineta vicino Roma diventa villaggio vacanze con gli amici, centro polisportivo con piscine e campi da tennis, fuga dal successo per gettarsi nell’azzardo culinario. Una vacanza da Tognazzi per essere semplicemente Ugo.

La curiosità per il contemporaneo andava oltre la scelta della folle auto a tre posti, Matra- Simca Bagheera: la lungimiranza di Tognazzi è nel saper scegliere le persone giuste per parlare del presente, ma anche del prossimo futuro, come ne “La Vita Agra” con Vincenzoni, Amidei, Bianciardi e Lizzani.

Ogni torneo di tennis, “Lo scolapasta d’oro”, da riunione tra amici riusciva a tramutarsi in happening: proiezioni, mongolfiere e elefanti. E se un giovane attore, temporaneamente a spasso, aveva bisogno di un’audizione, il torneo diventava inconsapevolmente teatro di posa. Altro che il festival di Venezia.

Per stare in equilibrio viveva di squilibri, da sentimentali a lavorativi. Doveva sempre oltrepassare il limite o non ricadere in un ruolo già troppe volte indossato. Come i suoi tour in bici, doveva seguire il movimento e stare al passo degli attori più giovani di cui diventava amico.

Tra l’uscita nelle sale de “I viaggiatori della sera” e la morte di Tognazzi intercorrono esattamente undici anni. Un film che ha saputo non solo anticipare i tempi della brutalità dell’occidente – prima di Squid Game – ma anche i tempi personali del regista e attore che l’ha messo in scena.

La sua è stata una cinematografia del paradosso: i film corali – La Terrazza – solo con grandi protagonisti, i più disprezzati per oscenità – La Grande Abbuffata – erano in realtà quelli con più rigore morale, quelli che hanno divertito più il pubblico – Amici Miei – quelli da cui più si discostava.

Per Bertolucci era una statua romanica che andava in bicicletta e sapeva fare il latte, necessario in “La tragedia di un uomo ridicolo” più che per la sua naturalezza, per la capacità di mettere a fuoco l’immagine se intorno c’è la nebbia. Saper parlare con i luoghi prima che con le persone.

Da Michele Placido a Laura Morante, da Arturo Brachetti a Valeria Golino, Tognazzi ha segnato il debutto di quelli che poi sarebbero diventati i mostri – in senso affettuosamente risiano – del cinema italiano. Un’apertura alla gioventù per restare giovane.

Ugo Tognazzi ha vissuto talmente proiettato in avanti, in pubblico e in privato, per follia, umorismo e ambizioni che ancora adesso si fatica a crederlo morto.

Contrassegnato da tag ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: