Massimo Fini: antologia di un altro mondo

2971075Massimo Fini è uno dei pochi temporali giornalistici che hanno attraversato l’Italia. Per capirlo basta leggere o rileggere la sua recente raccolta che mette insieme reportage e interviste: “Il giornalismo fatto in pezzi” (Marsilio) e che pezzi, quasi tutti impensabili oggi, soprattutto per il tempo speso dietro gli intervistati o nell’andare a cercare le storie. Quello di Fini è un tempo lontano e dilatato, un tempo «a fondo perduto» come gli dice Oreste Del Buono che già negli anni settanta aveva capito che ne rimaneva poco per pensare e quindi per scrivere per bene. Oggi si perdono i lettori e non si insegue la qualità, evidentissima nella raccolta, ci sono alcuni “pezzi” altissimi come il reportage tra i contadini pugliesi dopo il rapimento di Aldo Moro che ne disegnano già la beatificazione senza sapere del martirio che sarebbe arrivato dopo; c’è una Milano perduta e non più riedificabile dell’editoria feltrinelliana intrisa di utopia e ricerca, dei bar di Jannacci e Bianciardi, e dei perditempo come Del Buono che hanno regalato ad editoria e giornali idee che oggi ancora si copiano; c’è una intervista ad Angelo Rizzoli che vale un romanzo sulla P2; ci sono i colloqui con Susanna Agnelli e le inchieste sulla Fiat, l’Olivetti e l’Alfa Romeo; ci sono i dispari del giornalismo come Tommaso Giglio e soprattutto il fotografo di guerra Ennio Iacobucci; ci sono le bellissime e poco ascoltate – allora – Catherine Spaak e Stefania Sandrelli e prima un ritratto di Mara Cagol attraverso la voce della sorella; e poi ci sono interviste e ritratti di De Sica, Visconti, Magnani; un Olmi oltrespiriturale e per niente cattoconvenzionale; un irraggiungibile Malaparte; un anomalo Andreotti; un cannibale Nureyev; e sul finale c’è Pasolini che parla di antifascismo ed eros, e in mezzo un mucchio di altre cose che è impossibile riassumere, perché Fini è andato in giro per il mondo, ha ascoltato, e molto scritto, con una visione esageratamente laterale, estrema, impossibile da avere oggi. La sua antologia è una testimonianza che permette di dire che sì, è esistito un altro mondo, divenendo quasi un principio di rassicurazione, tra superficialità e serialità di oggi. Il suo volumone diventa un pezzo di cultura rivelante e rilevante, che racconta un giornalismo che poteva scavalcare il tempo, perché conteneva una idea molto pensata prima e poi molto bene ricercata dopo. Fini ha una scrittura limpida, veloce, pochi tratti per descrivere e pochi per andare a fondo, una prontezza nelle domande – mai banali – e una capacità di restituzione senza fraintendimenti – se non per Giorgio Bocca, che rimproverandone l’esuberanza delle idee ne elogia la pazza dialettica di discendenza russa, che poi gli fa tirar fuori i grandi pezzi –, il suo è un giornalismo dell’essere non dello starci. I suoi reportage e le sue interviste, i ritrattoni che faceva per “L’Europeo”, sarebbero scuola, in un altro paese, qua sono anomalia, che si poteva già comprendere leggendoli in tempo reale. Oggi si leggono con nostalgia, come quasi tutto quello che è stato scritto prima degli anni Venti del duemila. Cercando una identificazione minoritaria, che poteva essere la salvezza; e ritrovando tra le pagine una grande responsabilità di racconto unita a una chiarezza postmoderna. Massimo Fini domina dolore e amore come i grandi scrittori, ha una propensione alla polemica che andrebbe valorizzata e non ostacolata, e negli anni si è stratificato con la grazia e le storie dei grandi inviati di guerra, di chi tocca e vede da vicino la Storia, riuscendo a salvarne dei lembi, portandone a casa dei pezzi. È stato trasformato in un imperativo, messo in un angolo, monumentalizzato lontano dal grande giornalismo, ma proprio questo libro ne ribadisce l’ineludibilità.

[uscito su IL MATTINO]

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: