Archivio dell'autore: mexicanjournalist

Napoli spara, Mosca risponde

Voleva diventare un criminale Nicolai Lilin: cruccio o sogno mancato, ne ha fatto una biografia letteraria. La gente gli crede, Einaudi pure, lui va avanti. E scrive, scrive e disegna, anzi disegna e tatua, scambiando un romanzo per un manuale per tatuatori, che ammanta di favole e ricordi di guerra. “Il marchio ribelle” è “La paranza dei bambini” savianesca ma all’ombra di Chernobyl, con la guerra generazionale all’interno della mafia russa e la perestrojka di Gorbaciov all’orizzonte. Continua a leggere

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In cucina

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Se togli le piante, non rimane che gente assurda

Un incidente, una separazione e un aneurisma, ma il pensiero sono le piante. A leggere Ilaria Bernardini e il suo “Faremo foresta” (Mondadori) si rivaluta Paolo Cognetti che almeno sogna di essere Jon Krakauer e trovare eroi selvaggi come Christopher McCandless alias Alexander Supertramp. Cognetti di otto vette una è andata a cercarsela e non l’ha ricreata in terrazzo come surrogato di un mondo che si vorrebbe e non si ha. Continua a leggere

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In questo stato

Indietro si torna per prendere la rincorsa – in barba a una scritta settantasettesca bolognese – o per aggiungere dettagli. Pino Corrias né l’una né l’altra, si vede che come Bocca di rosa lo fa per passione, e ripercorre, con “Nostra incantevole Italia” (Chiarelettere), la storia del paese attraverso i luoghi, o le location, direbbero a Cinecittà gli assistenti di Fellini, che pure c’è. Ma Corrias non è Arbasino, e invece di stupire riesce a citare tutto quello che uno si immagina e conosce, non aggiungendo niente di nuovo. Continua a leggere

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Roger Federer: l’oltretennista

Ogni volta che Roger Federer gioca, il tennis rinasce. Ha allungato la sua vita stringendo una racchetta. La percussione dei suoi colpi scandisce il tempo in Australia, inchiodando il mondo al fuso orario del campo. Scolpisce l’impresa, e ricomincia il canto. È l’oltretennista, un poeta di bellezza sportiva, prodigo di gesti – a questo punto – inimitabili, a subirli c’è ancora una volta il croato Marin Čilić (29 anni, 6 ATP), l’ultima a Wimbledon in luglio. Continua a leggere

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