Archivio dell'autore: mexicanjournalist

Alfredo Pigna: l’uomo della Domenica

Apparteneva agli Omero dello sport, Alfredo Pigna. Quando c’erano le voci e qualche volta anche le facce. Gli era toccato lo sci come specialità, ma poi, in realtà, aveva gli occhi e le parole per tutti gli altri. La sua faccia greca, appunto, nasone, zigomi sporgenti e sguardo da guerriero, divenne il volto della Domenica Sportiva, che era l’unico Angelus possibile dopo quello del Papa. Ma Pigna, che era un anglo-napoletano, un lord che sembrava sciare quando appariva in tivù evitando i paletti della sguaiataggine e dei giudizi affrettati, veniva dalla strada, quella vera. Continua a leggere

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Ibrahimović: la bellezza dell’inquietudine

Dies Ibra-e,  di rigore sbagliato e incrocio colpito, e poi di liberazione con gol. Zlatan Ibrahimović è un calciatore che non si accontenta, un bambino infinito che, con le sue partite, ci dice che il nostro è un campionato per vecchi che non smettono di produrre gioco, con buona pace del governatore Toti. Ibra copre anche la quota teatro interpretando il Carmelo Bene che manca, elargisce presunzione – con partite alle spalle –, parla di sé in terza persona, e arriva persino ad ammettere che forse lascerà i rigori al compagno Franck Kessié. Continua a leggere

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Gigi Proietti in ventuno punti

1) Mandrake vince pure quanno perde, figuriamoci oggi.
2) Ar core je dovevi da dì: nun me rompe er ca’.
3) Il no più bello della storia repubblicana.
4) I peccati di pattume nun erano niente rispetto a quelli de la Raggi.
5) Imitavi i tre più grandi: Gassman, Bene e Eduardo, mejo de’na tris de Gabriella.
6) Perché il teatro è come un Lego: devi da smontallo e rimontallo, ridendo, e il pubblico con te.

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Connery: ultimo difensore di classe

Quando vengono al mondo gli scozzesi si piazzano a difesa di una porta e odiano l’Inghilterra, poi fanno anche altre cose durante la vita, ma sempre come attività collaterale. Sean Connery non s’è sottratto, un protagonista che si teneva in ombra come un difensore dietro la linea di centrocampo e davanti a quella di difesa, l’ultimo difensore del cinema, uno che giocava libero, disubbidendo con classe. Solo lui poteva essere l’Agente 007 Bond, James Bond, rimanendo Sean, Sean Connery, il libero scozzese più bello visto fuori e dentro i campi di pallone e i set cinematografici. Continua a leggere

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Speranza: istantanea di un delitto letterario

Colazione da Tiffany con Speranza. Per riassumere con un tweet d’ironia lo strano caso del libro “Perché guariremo” (Feltrinelli) – senza una virgola dopo la congiunzione e senza nemmeno un punto interrogativo dopo il verbo – apparso nelle librerie poi ritirato e di fatto rimasto nel guado. Roberto Speranza è Holly alla ricerca del suo posto nel mondo (della politica) che lo metta a riparo dalle sue “paturnie” e lo trova nel governo di Giuseppe Conte come ministro della Salute. Purtroppo non scrive Truman Capote, ma un politico che sognava la Holden e quando arriva una pandemia coglie l’occasione per scrivere il libro che desiderava da tempo: ci mette dentro l’Erasmus, il sogno d’Europa, Capossela, Guccini, le partite della Roma e «la resilienza del popolo italiano», mentre ci racconta il dramma dello scorso marzo. Continua a leggere

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