Archivio dell'autore: mexicanjournalist

La noia può attendere

Non sa cosa raccontare agli angeli Franco Stelzer quando si spalancheranno le porte del cielo, e ne fa un libro di possibili risposte. Seguiamo la sua scrittura dal respiro corto e dai mille sguardi mentre si perde nelle piccole cose: rivoli e dettagli, attraverso un addetto ai controlli di un aeroporto (sì, possibile metafora del paradiso e/o oltre vita con evidente ammicco a “Heaven Can Wait” di Warren Beatty) e il suo diario interiore, così essenziale che leggendolo sembra di stare a dieta in una clinica svizzera. “Cosa diremo agli angeli” (Einaudi), Continua a leggere

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La banalità della rosa

Son tutte donne le rose del mondo, ci dice Serena Dandini compilando “Il catalogo delle Donne Valorose” (Mondadori). Una Serra di ritratti da Ilaria Alpi a Jeanne Moreau passando per Karen Blixen e Josephine Baker. Nell’ondata di riscrittura dell’esaltante banalizzazione femminile: la Dandini non poteva non partecipare, non poteva non appoggiare con protervia la sua faccia al poster collettivo e scattarsi un selfie. È la memoria individuale che diventa collegiale, viziata dalla tautologia. Continua a leggere

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Taibo II: la redenzione comincia a Napoli

Napoli come città del perdono, che tutto assolve anche il più infame dei peccati. Per questo, Paco Ignacio Taibo II in “Redenzione” (La Nuova Frontiera), la allaccia al Messico, giocando col tempo, la storia e la geografia. È la menzogna che fa vivere i romanzi, quella che diventa credibile agli occhi del lettore, e Taibo lo sa, in lui vive il rimbombo di un continente, quello di lingua spagnola: slabbrato, scalcagnato ma sempre vivo; Continua a leggere

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Biografia per inventario

L’antropologa Françoise Héritier, già allieva di Claude Lévi-Strauss, dopo “Il sale della vita” – sulle piccole cose che tutti possiamo gustare –, ha scritto “Imprevedibili istanti di felicità” (Rizzoli), un inventario di tutto quello che formava la persona che è stata. Héritier, amplia in libro l’elenco che Woody Allen – in “Manhattan” – chiudeva in una scena. In Italia ci aveva pensato Francesco Piccolo con “Momenti di trascurabile felicità” e poi con “Momenti di trascurabile infelicità”. Continua a leggere

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Fico: il presidente della cameriera

La sperimentazione della vita pubblica nella nuova Italia, quella del guado politico, dello stallo parlamentare, tra l’indiscutibilità dei numeri e la discutibilità delle alleanze per generare un nuovo possibile governo, a due mesi dalle elezioni, passa anche per la sterilizzazione delle vite private degli esponenti di spicco della politica. Dove prima si lasciava correre tutto o quasi, ora c’è un giornalismo peloso – quello delle Iene – che si spinge in zone infide, che modula e sentenzia a seconda dei casi, e, quindi, rende flessibile il giudizio sui profili peculiari, arrivando a ribaltare situazioni, entrando di forza nelle case e nelle storie, come è successo al presidente della Camera: Roberto Fico, Continua a leggere

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