Archivi categoria: Hitch 22

Venere in pelliccia

Se è vero che pur di scrivere si è ridotto a vivere è anche vero che vive male, Aldo Busi, sobbarcandosi orrende cene pur di scorgere un poco di quella odiosa realtà italiana di cui si nutre. “Le consapevolezze ultime” (Einaudi) si riducono a poco, strette come stanno nella provincia lombarda che fattura in nero, investe all’estero e non compra i suoi libri. Tra una chiamata di prostata e la solita tirata sulle bestemmie – che ormai scandalizzano solo Michele Serra – viene fuori tutta la voglia di Busi di processare l’Italia, Continua a leggere

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Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai a Tel Aviv

Nicole Krauss prende in prestito dalle terzine di Dante Alighieri il titolo del suo libro “Selva oscura” (Guanda), provando a raccontare lo smarrimento davanti al quale tutti, prima o poi, capitiamo. Apparecchia una doppia storia: quella di Jules Epstein avvocato di successo che si spoglia dei propri beni e di Nicole una scrittrice americana che vive a Brooklyn – in autofiction – legandole all’Hotel Hilton di Tel Aviv, città d’ostinazione. Epstein è ossessionato da un rabbino e dal re Davide, lei da uno strano professore di letteratura forse anche agente del Mossad e da Franz Kafka. Continua a leggere

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I vostri lenzuoli sono senza ricami

Rimasti senza madre, due ragazzini, Pietro e Nina, vengono spediti da Milano ad Arigliana, in Basilicata, dai nonni per la loro estate incantata o quella dello scontento e delle scoperte. Cullati dalla severità pragmatica di Nononno che legge e rilegge il Cristo di Carlo Levi e dalla dolce semplicità di Nononna che manda avanti la casa, i due cercano risposte e invece trovano migranti nascosti nella torre normanna del paese. Segue discussione pubblica con accoglienza e spartizione degli stranieri, sfruttamento, umanità varia e ricordi degli emigranti di casa. Continua a leggere

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La Papessa

Più che un libro è un girotondo intorno alla figura di Fabrizio De André: “Lui, io, noi” (Einaudi) dove Dori Ghezzi prende per mano Giordano Meacci e Francesca Serafini guidandoli nella biografia del cantautore, poi divenuta pure film: “Principe libero”. Ormai questo tipo di libro è un genere che discende da Laura Betti per Pasolini, passa per la vedova di Tiziano Terzani e culmina in Dori Ghezzi, le cui bozze stavano nelle trasmissioni di Fabio Fazio. Continua a leggere

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Amelio non è Anna Frank

L’unico motivo valido che può aver spinto Gianni Amelio a scrivere “Padre quotidiano” (Mondadori), un libro disordinato, oltre la sua ricerca di paternità in ogni modo, è di voler confutare – dopo molti anni – le accuse che gli furono rivolte dallo scrittore peruviano, oggi Nobel, Mario Vargas Llosa e dal padre della patria albanese Ismail Kadare quando uscì il suo film “Lamerica”. Era il 1994 e Llosa pesò molto sulla mancata assegnazione del Leone d’oro al Festival di Venezia accusando il regista di avere trattato gli albanesi come se fossero degli insetti, Continua a leggere

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