Archivi categoria: Hitch 22

Michela Marzano: radici buone per tisane

Per rendere l’idea bisognerebbe leggere ad alta voce i dialoghi di “Idda” (Einaudi Stile Libero) di Michela Marzano e, fermandosi ad ogni scambio, chiedere a chi ascolta di ripetere: «Non si fa così». E poi pensare a quanti fraintendimenti ha creato quella fortunatissima frase di Gabriel Garcia Marquez: «Vivir para contarla», ma lui c’ha risparmiato le sue tisane. Puoi vivere per raccontarlo se hai ritmo, se non usi frasi fatte: «Aveva il tono che ha sempre quando cerca di nascondermi qualcosa, come un bimbo sorpreso dalla madre con le dita immerse nel barattolo della nutella e che biascica: stavo solo controllando che fosse chiuso bene»; Continua a leggere

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Paolo Repetti: il vecchio problema dei Megadirettori

Cerca una follia pratica, quasi quotidiana, che possa divenire rapido scambio surreale, strappando risate, Paolo Repetti con “Esercizi di sepoltura di una madre” (Mondadori), confrontandosi tutti i giorni con i suoi tre nipoti: Isaac, Davide e Saretta, figli della cugina Ester, ingravidata (con triplete) e poi abbandonata; intorno ci sono il gatto Ettore (assistito come un piccolo imperatore) e la nonna dei tre e zia del Paolo narrante: l’ultranovantenne Sara, una sorta di Benjamin Netanyahu al femminile. Questo è il catalogo: ebraismo, cattolicesimo, Roma, sesso, educazione, scuola, metafisica, letture, pallone. Continua a leggere

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Giacomo Papi: né radical né chic

“Il censimento dei radical chic” (Feltrinelli), di Giacomo Papi, appartiene ai romanzi con una buona idea e un cattivo sviluppo. Da una parte fotografa l’atmosfera che viviamo, il rovesciamento della definizione coniata dalla scrittore americano Tom Wolfe nel 1970 e divenuta offesa da estendere a tutti – non c’è bisogno d’essere né radicali né chic –  usata persino come categoria del risentimento nei manifesti dei Cinque Stelle nel post nomina di Lino Banfi alla commissione italiana dell’Unesco, dall’altra la storia non riesce a raggiungere un punto di svolta, non andando oltre la restituzione del parlarsi addosso tipico degli intellettuali italiani. Continua a leggere

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Ianniello: illusioni recitate a soggetto

Sovvertire e/o condizionare la realtà con elementi che la migliorano o la peggiorano a seconda delle richieste della committenza, è quello che fa “La compagnia delle Illusioni” (Feltrinelli) messa in piedi da Enrico Ianniello attraverso la fantomatica Zia Maggie, mescolando teatro e vita, storie scritte e da riscrivere. Il suo personaggio, Antonio Morra in arte ’O Mollusco – attore reso famoso da un solo personaggio laterale in una serie tv che lo porta a riscuotere ancora foto e richieste dalla gente che incontra per strada –, Continua a leggere

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Trevi: la ricerca dell’epica della realtà

Sembra una mappa astronomica, “Sogni e favole” (Ponte alle Grazie) di Emanuele Trevi, dove il piacere immediato sta nello stupore delle connessioni tra orbite. Un libro di ritratti a nietzschiane stelle danzanti: Arturo Patten, Cesare Garboli, Metastasio e Amelia Rosselli. Attraversiamo il tempo e Roma, perlopiù, con i ricordi e i ragionamenti di Trevi che esce dai mascheramenti italiani della narrativa, divenendo “voce dietro la scena” – direbbe Mario Praz –, una voce che rifugge dalla finzione e pur la pratica. E dietro la scena c’è tantissimo, dietro i ritratti di Patten, i libri e le case di Garboli, i sonetti di Metastasio (uno di questi fa da refrain) e le voci e le poesie della Rosselli, c’è una vita in dettaglio e la difficoltà di viverla per raccontarla, c’è la ricerca del limite e la voglia di scavalcarlo, fino all’ultimo salto mortale di Arturo e Amelia. Continua a leggere

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