Archivi categoria: ritratti

Alfredo Pigna: l’uomo della Domenica

Apparteneva agli Omero dello sport, Alfredo Pigna. Quando c’erano le voci e qualche volta anche le facce. Gli era toccato lo sci come specialità, ma poi, in realtà, aveva gli occhi e le parole per tutti gli altri. La sua faccia greca, appunto, nasone, zigomi sporgenti e sguardo da guerriero, divenne il volto della Domenica Sportiva, che era l’unico Angelus possibile dopo quello del Papa. Ma Pigna, che era un anglo-napoletano, un lord che sembrava sciare quando appariva in tivù evitando i paletti della sguaiataggine e dei giudizi affrettati, veniva dalla strada, quella vera. Continua a leggere

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Connery: ultimo difensore di classe

Quando vengono al mondo gli scozzesi si piazzano a difesa di una porta e odiano l’Inghilterra, poi fanno anche altre cose durante la vita, ma sempre come attività collaterale. Sean Connery non s’è sottratto, un protagonista che si teneva in ombra come un difensore dietro la linea di centrocampo e davanti a quella di difesa, l’ultimo difensore del cinema, uno che giocava libero, disubbidendo con classe. Solo lui poteva essere l’Agente 007 Bond, James Bond, rimanendo Sean, Sean Connery, il libero scozzese più bello visto fuori e dentro i campi di pallone e i set cinematografici. Continua a leggere

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Sean Connery in undici punti

1) “Agitato, non mescolato” non è un consiglio, ma uno stile di vita.

2) Perché le partite a scacchi con il mio nemico di sempre, sottintendono sempre l’Inghilterra.

3) Ho reso sexy il medioevo più di 50 video di Barbero.

4) La mia parabola ascendente, tra una Aston Martin e Ursula Andress.
 
5) Meglio calvo che biondo.
 
6) Mai stato un divo, al massimo un attore, meglio se in un Armani.

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Cerruti: surrealista della parolaccia

Il suo immaginario andava dal West ai porno tedeschi passando per le pubblicità. Univa la voce narrante da grande documentario – rubata al film “Bedazzled” (1967) di Stanley qualcosa, no, non Kubrick, un altro Stanley, Donen – che, però, raccontava l’indicibile. Era un surrealista della parolaccia – sua è l’invenzione del verbo traire che non c’è in italiano ma scritto così in francese è mungere – Alfredo Cerruti diceva quello che si poteva pensare a bassa voce, anzi, quasi lo cantava. Al centro delle canzoni del gruppo che aveva fondato – Gli Squallor: con Daniele Pace, Totò Savio, Giancarlo Bigazzi – c’era un mondo sotterraneo di ammicchi e rimandi, che, poi, divenivano esplicitazioni di desideri o racconti di delusioni, imprese mancate, riflessioni assurde che univano John Ford e la zia Woller. Continua a leggere

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FMR: immaginando un altro mo(n)do

Se Eugenio Castellotti non fosse morto nel marzo del 1957 all’aerautodromo di Modena è probabile che Franco Maria Ricci avrebbe esercitato la ricerca della bellezza su pista e non nei libri, perché se Castellotti fosse tornato dal suo turno di pista sarebbe salito sulla Ferrari per provare a togliere il record a Jean Marie Behra, ma Castellotti si perse in una curva e Ricci divenne altro.  È uno dei tanti possibili incroci del labirinto ricciano. Tutta la sua vita è un continuo svoltare per angoli retti. Continua a leggere

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