Archivi categoria: ritratti

Argentina-Belgio: Maradona dribbla anche Rilke

Volendo salvare un momento di quel mondiale, c’è una reliquia maradoniana che riassume il singhiozzo. Dove nell’82 incontra un muro, nell’86 troverà un varco. Tutta la pazienza di Maradona passa per sei calciatori del Belgio e quattro anni. Attraversando la consapevolezza della sua unicità. Il mondiale dell’82 è il suo primo naufragio, i sogni si infrangono sulla barriera rocciosa di Claudio Gentile prima e subiscono gli schizzi e l’onda brasiliana poi. Adesso possiamo distinguere relitti e detriti, errori e colpe, e possiamo giocare con un momento che riassume tutto il suo torneo. È la partita d’esordio, l’Argentina campione in carica affronta la nazionale belga (perderà uno a zero, gol di Erwin Vandenbergh). Continua a leggere

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Tomás Felipe Carlovich: tra eccesso e indolenza

Al centro del campo

tra l’eccesso e l’indolenza

esta noche juega el Trinche

urla[va] Rosario

mentre di contro-balzo sorrideva

una fase lunare prima che calcistica

sprazzo rugginoso Continua a leggere

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De Luca: iperbole a catena

Che cosa ne sarebbe stato di Vincenzo De Luca senza la pandemia? Avrebbe dovuto lottare, e molto, per convincere il Pd a ricandidarlo, il Movimento Cinque Stelle non lo avrebbe appoggiato e si sarebbe aperta una sperimentazione politica, invece, con la pandemia il governatore della Campania si è ritrovato con un potere enorme – essendo stato anche commissario della Sanità: quindi controllore e controllato – e con il silenzio totale dell’opposizione in consiglio regionale e anche fuori: dove il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha scelto di insorgere per le pastiere, e poi timidamente per le librerie, insomma, poca cosa per uno che diceva di puntare ad essere l’avversario di De Luca. Continua a leggere

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Sepúlveda: ribelle, sognatore e fuggitivo

Aveva un nome da torero e una vita da romanzo di Dumas: piena d’avventure, epica e nessuna paura. Era morto molte volte come gli eroi veri, una per ogni fuga. Luis Sepúlveda, apparteneva a quella generazione latinoamericana costretta a reinventarsi la biografia e i ricordi negli aeroporti e sulle banchine delle stazioni europee, senza documenti, ma con una lingua che diveniva patria leggera e trasportabile: alle spalle il vuoto creato dalle dittature e nelle orecchie la memoria di voci e facce di chi era caduto, come il presidente del Cile: Salvador Allende, di cui fu guardia del corpo. Continua a leggere

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Biamonti: lingua di confine

La Francia è oltre la valle. A uno sbuffo di vento. Stesso cielo. Mondo diverso. Se sai ascoltare si vede già, come la Shanghai che scorgeva Paolo Conte guardando a orecchio in fondo ai viali di Vienna. È una questione di musica, atmosfere, sensazioni. Passaggi e passaggi di genti. Un solo salto. Per andare a star bene. Salvarsi. Dire addio a errori e malefatte. Vite sbagliate, delitti. Senti la scia della fuga. La libertà nei campi. Scontri, sangue e amicizie che stanno intorno. Respiri trattenuti. Attese di luna. Inganni e amori. Uomini che si sbarbano alle fontane per strada. E gambe di donne da guardare e riguardare. Naviganti in fuga. Stranieri in marcia. Fuggiaschi e turisti. Pescatori e contadini. Malviventi che si giocano l’ultima carta. Passeur e migranti. Belle di giorno che tentato la svolta. Continua a leggere

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