Archivi categoria: ritratti

Philip Roth: Philosophy, or Something Like That

Famiglia, Newark ed ebrei, non un repertorio vasto, eppure è bastato per sconvolgere il conformismo culturale e l’immobilismo politico dell’America. Ora che il corpo di Philip Roth si libera delle incombenze, e quello di carta di Nathan Zuckerman, il suo più famoso alter ego, smette di avere un seguito, rimane lo spazio libero che si è scavato: nella testa dei lettori, negli Usa e nel mondo. Ha avuto bisogno di un padre di una madre e di una patria per tradirli e farsi fraintendere, mentre li liberava, liberando anche noi. E dopo averlo fatto: ha smesso di scrivere. Anche se non è sparito come l’amato Salinger, no, ha continuato a parlare, giudicare, raccontarsi, ma senza più farsi stringere dalle pagine. In ogni sua intervista c’era sempre qualcosa non di enorme, ma di circoscritto, che, però, spostava il tiro e aiutava a guardare meglio le cose. È questo che ha fatto Roth: ci ha aiutato a guardare meglio le cose. Continua a leggere

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Valentino Rossi: è sempre difficile tornare a casa

All’ultima curva invece di rallentare ha accelerato, sorpassando tutti, ancora una volta. L’ennesima. Pronto a tutto pur di non smettere, pur di non crescere. Un Peter Pan in moto, che si tiene stretto i suoi giochi e le sue acrobazie. Cresciuto in pista, Valentino Rossi, anche se ora non è più un “Paperino con i capelli ossigenati” come lo chiamava Edmondo Berselli, Continua a leggere

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Gillo Dorfles (1910 – 2018)

Ogni suo giorno sembrava

ripetere: Non ancora, Non adesso,

con entusiasmo, tra una mostra e un libro

un quadro e un ballo

disorientava l’avversaria.

Aveva un cuore verticale che

salendo le scale del tempo

non gli portava affanno

quando gli chiedevano conto Continua a leggere

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Sofia Goggia: da valanga a proiettile

Da una vita esagerata a una generativa. Dalle uscite all’oro. Adesso non è più quella esaltante e stramba, la sciatrice dispari che scende scomposta: si lascia ammirare perché anomala, ma raccoglie meno di quello che potrebbe, no, ora Sofia Goggia è altro da sé, anche una cecchina e una samurai come si auspicava, è la prima donna a vincere un oro olimpico nella discesa libera. Continua a leggere

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Il filo d’oro di Arianna: da Torino a PyeongChang

Piange Arianna Fontana, piange e stringe la bandiera. Non lo sa, ma con un gesto concreto: quello di aggrapparsi al tricolore, ha strappato l’Italia dall’oscurità, e riportandola sul podio le ha ridato luce. «Più bello di come lo avevo immaginato». Arianna vince e si mette il tricolore sulle spalle. Quello che aveva portato all’inaugurazione come portabandiera. Togliendolo dalle mani insanguinate e razziste di Luca Traini. Continua a leggere

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