Archivi categoria: ritratti

Playboy dice addio al suo papà

È rimasto giovane tutta la vita: perché conigliette una volta, conigliette per sempre, ma anche i playboy restano. Hugh Hefner, per tutti “Hef”, che si realizzava guardandosi allo specchio – «credo di essere l’uomo più realizzato che conosco» –, e poteva giocarsi con Pablo Picasso un periodo, quello biondo, battendo i suoi blu e rosa, è uscito di casa e dalle copertine, non dalla Storia. Ha lasciato e per sempre la villa, la “Playboy Mansion”, che per tutti gli adulti era quello che Disneyland è per i bambini, il posto dei sogni. Continua a leggere

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Giovannino Russo (1925-2017)

La spinta acuta che lo faceva scendere

dalla millecento lusso

nella piazza di Matera*

è nel buio tra i monti,

nel segreto d’una sepoltura

fra idoli potenti e contadini gracili

con la corsa della rondine

tornata alla terra che canta

per raccontare la vita Continua a leggere

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The Bronx Bull

Si definiva «un brutto peccato mortale», dimostrando di avere oltre i pugni un talento come umorista. Jack LaMotta, che se ne va a novantasei anni. «La boxe la fai se hai fame», diceva, che poi è divenuto un assioma, insieme all’assicurazione elargita con faccia di conseguenza e whisky nella mano destra: «La boxe non è pulita». E in quello sporco ci metteva il sangue, la puzza del sudore e la corruzione, come il respiro della morte, che oggi è scomparso dal ring e pure dalle spalle dei pugili. Avrebbe fatto impazzire Jack London, per quanto era selvaggio e spietato. Continua a leggere

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Garibaldi, monarca del tempo: febbre, tifo e spada

Nizza. Al terzo bicchiere di Jack Daniel’s, la lingua del generale Giuseppe Garibaldi si scioglie. Tutta la ritrosia che mi aveva mostrato scompare, la distanza si annulla, e viene fuori la verve oltre la sua voglia di raccontare quaranta anni di battaglie sempre in attacco. Lo incontro, al bar dell’Hotel “Le Negresco” sul lungomare di Nizza, in compagnia di altri due italiani, che passano l’estate con lui e Anita: Luciano Bianciardi, scrittore, e Bettino Craxi, politico. Me li presenta dicendo: «Qualcuno se li ricorderà». E prima che io possa replicare, lui, è già partito con i ricordi. Svelando cose che farebbero invidia a Denis Mack Smith. «Nizza fu una idea di mio padre, sa come sono i padri, pensano che un Napoleone Primo sia meglio del Rio de la Plata: Continua a leggere

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Bolt lascia tutto a Gatlin e Coleman

Usain Bolt lascia abdicando a Justin Gatlin. Il brutto, sporco, cattivo e anche vecchio, che però l’ha usato come stimolo, dicendo «anche io sono per Usain», inchinandosi platealmente davanti all’avversario che ha inseguito per anni. Ma Londra ignora il fair play di Gatlin, il suo tempo (9″92) e le sue lacrime, e saluta e abbraccia il re, dimenticando il vincitore. Il giamaicano chiude al terzo posto, dietro gli statunitensi Gatlin e Christian Coleman (9″94). Continua a leggere

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