Archivi categoria: ritratti

Jean-Louis Trintignant, l’inadéquat

288432319_570885054630308_6301821033153455621_nHa attraversato il cinema da viaggiatore, uno spettro aristocratico che si aggirava per gli studi di tutta Europa intrattenendosi poco, dando un’occhiata, apparendo come una concessione momentanea allo sguardo del pubblico, sempre in tempo per essere schivato, come le ragazze sul lido de “Il sorpasso”. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

Viaggio alla fine di Yehoshua

Era un naso destinato alla letteratura quello di Yehoshua. Inimmaginabile per Rostand, con la stessa poesia di Dante, scritto da Gogol’ per l’intraprendenza. Pronto a perdersi nel mondo, raccontando bugie e conservando l’intuito di fiutare le più grandi. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , ,

Gianni Clerici: lingue, letterature e racchette

i__id9558_t1578453402«Sono quello con la racchetta». Rispose a Gianni Brera che gli chiedeva come poteva riconoscerlo all’appuntamento che si erano dati in galleria a Milano. Era una Dunlop Maxply, la racchetta con la quale Rod Laver realizzava il suo secondo Grand Slam. Perché Gianni Clerici, come i veri grandi scrittori – prestati o no allo sport –, stava nei dettagli, che dall’erba diventavano la Foresta Amazzonica, amava il racconto dove ribattezzava uomini, flora, fauna, tennisti, montandoli in musica, con piacevolezza, classe e umorismo tenendo insieme Oscar Wilde, Bernard Shaw, Evelin Waugh, tanto da considerare il “Gruppo 63” un sindacato. Quando venne inserito nell’International Tennis Hall of Fame (l’altro italiano è Nicola Pietrangeli, l’unico “grande” battuto da Clerici) Continua a leggere

Contrassegnato da tag ,

Whole Liotta Love

188-1889897_ray-liotta-hd-1536x864Philip Roth e Paul Auster, Joe Pesci e Frankie Valli, i Soprano e Brian De Palma: troppi debiti di amore con Newark, soprattutto adesso che muore il suo bravo ragazzo, che nonostante le trame non è riuscito mai ad essere uno qualsiasi, una totale nullità, uno schnook: Ray Liotta. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , ,

Hugo Tognassì, spirito guida

small_110310-121350_to100107sto_0076-675x669Il Milan francese che vince lo scudetto e la Cremonese che torna in A, evocano, a cento anni dalla sua nascita, un grande calciatore che arrivò in Italia alla Cremonese e poi giocò le sue stagioni migliori nel Milan: Hugo Tognassì (1922-1990), ala destra di Dijon, capitale della Borgogna, nella Francia orientale. Portava i calzini bassi come Sivori, generando l’invidia degli altri calciatori, era dedito alle astrazioni, come ai dribbling, riuscendo sempre a mettere in subbuglio difese e campi. Battuta pronta e grande tecnica, snodabile, un trapezista che si infilava nelle insicurezze. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , ,