Taibo II: la redenzione comincia a Napoli

Napoli come città del perdono, che tutto assolve anche il più infame dei peccati. Per questo, Paco Ignacio Taibo II in “Redenzione” (La Nuova Frontiera), la allaccia al Messico, giocando col tempo, la storia e la geografia. È la menzogna che fa vivere i romanzi, quella che diventa credibile agli occhi del lettore, e Taibo lo sa, in lui vive il rimbombo di un continente, quello di lingua spagnola: slabbrato, scalcagnato ma sempre vivo; Continua a leggere

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Biografia per inventario

L’antropologa Françoise Héritier, già allieva di Claude Lévi-Strauss, dopo “Il sale della vita” – sulle piccole cose che tutti possiamo gustare –, ha scritto “Imprevedibili istanti di felicità” (Rizzoli), un inventario di tutto quello che formava la persona che è stata. Héritier, amplia in libro l’elenco che Woody Allen – in “Manhattan” – chiudeva in una scena. In Italia ci aveva pensato Francesco Piccolo con “Momenti di trascurabile felicità” e poi con “Momenti di trascurabile infelicità”. Continua a leggere

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Fico: il presidente della cameriera

La sperimentazione della vita pubblica nella nuova Italia, quella del guado politico, dello stallo parlamentare, tra l’indiscutibilità dei numeri e la discutibilità delle alleanze per generare un nuovo possibile governo, a due mesi dalle elezioni, passa anche per la sterilizzazione delle vite private degli esponenti di spicco della politica. Dove prima si lasciava correre tutto o quasi, ora c’è un giornalismo peloso – quello delle Iene – che si spinge in zone infide, che modula e sentenzia a seconda dei casi, e, quindi, rende flessibile il giudizio sui profili peculiari, arrivando a ribaltare situazioni, entrando di forza nelle case e nelle storie, come è successo al presidente della Camera: Roberto Fico, Continua a leggere

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La costruzione di un esilio

Questa non è una storia, mette le mani avanti Simone Lenzi – frontman dei Virginiana Miller – e lo ripete spesso, cosciente di aver messo insieme una serie di testi sgangherati che ripercorrono la sua vita e quella dei suoi parenti. “In esilio” (Rizzoli) è il tentativo di rispondere all’affermazione del Movimento con la fuga. E allora via da tutto, con cronaca e ricordi. Mettendo una distanza fisica in aggiunta a quella comportamentale. Lenzi si costruisce l’esilio, e sottraendosi alla nuova gestione della sua città – una sottintesa Livorno – da parte dei grilletti, ritrova un’altra vita, lontana anche dai social. Continua a leggere

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Venere in pelliccia

Se è vero che pur di scrivere si è ridotto a vivere è anche vero che vive male, Aldo Busi, sobbarcandosi orrende cene pur di scorgere un poco di quella odiosa realtà italiana di cui si nutre. “Le consapevolezze ultime” (Einaudi) si riducono a poco, strette come stanno nella provincia lombarda che fattura in nero, investe all’estero e non compra i suoi libri. Tra una chiamata di prostata e la solita tirata sulle bestemmie – che ormai scandalizzano solo Michele Serra – viene fuori tutta la voglia di Busi di processare l’Italia, Continua a leggere

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