Ismail Kadare: Boncompagni e la Carrà fecero cadere il regime di Hoxha

Abbiamo raggiunto al telefono a Parigi: Ismail Kadare, per commentare con lui la scomparsa di Gianni Boncompagni. Il grande scrittore, poeta, sceneggiatore albanese ha più volte ribadito l’importanza della tivù italiana e in particolare di quella fatta da Boncompagni per la caduta di Enver Hoxha.

Come ha saputo della morte di Boncompagni?

«Ero in viaggio, e molti compagni di dissidenza mi hanno mandato messaggi. Per noi, lui era l’uomo della libertà, rappresentava tutto quello che desideravamo. Dietro le sue canzoni d’amore – che non esisterebbero senza il connubio con Raffaella Carrà – c’era la nostra voglia di libertà». Continua a leggere

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Eduardo Galeano e l’arte dell’imprevisto

Come tutti gli uruguagi voleva essere un calciatore, lo divenne sulla carta nelle storie che ha raccontato, sui campi gli andò male. Eduardo Galeano nelle pagine sta a Osvaldo Soriano come Pelé sta a Maradona, se la giocano in funzione del tifoso che li guarda. Nato a Montevideo tifava Nacional ma non gli riusciva di odiare né Juan Alberto Schiaffino né Julio César Abbadie che giocavano nel Peñarol: Continua a leggere

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Lettera dal sanatorio di Dobříš

Miei cari ragazzi, – grazie per le lettere, per gli auguri, per le felicitazioni. Voi sapete che vi voglio bene e che il mio più grande rammarico è di esser costretto dai mali a star lontano da voi. Io non sono venuto in mezzo a questo piccolo gruppo di studiosi di cose slave come un eletto, con cilindri e medaglie, ma come un umile innamorato di poesia, che voleva trasmettervi i suoi sogni, le sue impressioni, – e nello stesso tempo ho sempre cercato di imparare da voi, perché non fosse perduta la giovinezza. Continua a leggere

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Sartori Giovanni detto Sartorius – visto da Berselli

Nei momenti in cui si risveglia la sua vena polemica, Sartorius assomiglia irresistibilmente al diavolo. Ha un bellissimo volto da Belzebù, lo sguardo è sulfureo, il ghigno è animato da uno spirito demoniaco, la gestualità è negromantica. Avesse anche la coda e il piede caprino sarebbe perfetto per un quadro di Hieronymus Bosch, ma non si può avere tutto dai politologi. Accontentiamoci, via. In quelle belle serate romane in cui l’intellighenzia si ritrova insieme, in certe ville e attici benissimo frequentati, potete immaginare il divo Sartori, con i suoi postulati e teoremi, mentre tiene banco come può fare uno scienziato che tenga corsi di recupero a una congrega di stolidi ripetenti. Continua a leggere

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