Archivi tag: Adelphi

Evtušenko beve, Limonov rassetta

Un giorno Steven chiede al domestico di preparare le camera degli ospiti più bella per il suo illustre connazionale, il poeta Evgenij Evtušenko. Eduard non ha nessuna stima di quell’ipocrita, dissidente a metà, ricoperto di privilegi e di dacie, che riesce ad avere la botte schifosamente piena e la moglie completamente ubriaca, ma naturalmente non fiata. Continua a leggere

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Partigiano, pittore, sceneggiatore italiano, una vita difficile, racconterebbe sua esperienza con Alberto Sordi

downloadCominciò ricopiando Pinocchio di Collodi, pagina dopo pagina, a mano, su un quaderno, forse per questo non ha mai perso né umanità né fantasia: Rodolfo Sonego, continuando ad amare le illusioni, per tutta la vita. Il resto l’han fatto Newton e Darwin. Alternando il materialismo e i sentimenti, il pragmatismo dei copioni all’immaginazione che li precede, restituendo la vita reale sullo schermo, persino una settimana in ospedale con sua madre divenne un film di Vittorio De Sica “Una breve vacanza”, perché «Le malattie sono i viaggi dei poveri». Prima pittore poi sceneggiatore, con un pezzo di “vita difficile” da capo partigiano, una biografia comune alla sua generazione, almeno fino a quando, a casa di Sergio Amidei, non incontra Alberto Sordi, e diventano una coppia: aperta, litigiosa, unita dalla diversità. «È una Bovary…». «E che è ‘sta Bovary?». «È una che ha dei sogni segreti, delle fantasie…». Continua a leggere

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Inaspettata emozione

downloadScrivere così, sempre, tutta la vita, senza mai fermarsi… ma non per gli altri, per se stessi, perché ogni istante sia vissuto, goduto o sofferto. Invece, proprio da questi sedili, guardando da questi oblò quanti paesaggi ho perduto: non avendoli descritti o disegnati sono perduti per gli altri ma anche per me stesso. La memoria sta solo nelle cose scritte e disegnate. Tutto il resto sono larve, fantasmi o nebbie che subito spariscono e rimangono nella memoria deformate come certe canzoni dei dischi troppo vecchi. Anche questa sensazione di benessere fisico momentaneo che dà il volare nel buio, con una piccola luce che basta solo per scrivere, il bicchiere – o meglio calice – di whisky, le poltrone arancione… oppure il presentimento della malattia tropicale… il viso tumefatto e senescente, l’improvvisa e così inaspettata emozione Continua a leggere

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I due allegri indiani

AVT_J-Rodolfo-Juan-RodolfoWilcock_6535Se la verità sulla letteratura italiana dovesse arrivare dalle raccolte dei giornali, dai loro allegati, dai corsi di scrittura, allora questa non vedrebbe mai la luce, e scrittori come Juan Rodolfo Wilcock rimarrebbero nascosti, dimenticati, sconosciuti. E, invece, Adelphi ripubblica il suo libro più bello: “I due allegri indiani”, e il singolare mondo dello scrittore argentino che scriveva in italiano, riemerge. La sua scrittura, unica, esce con prepotenza, e se si apre il libro, è impossibile non ascoltare la sua voce, piena di tonalità, brio, destrezza, fantasia. Continua a leggere

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Guido Morselli, due vite

guidomorselli-14-32-32-inncom-8Due vite, un solo corpo a dividerle. La prima: reale, spesa a scrivere e ad essere rifiutato. La seconda: trasposta, che aleggia fra consensi e trionfi. La normalità e il sogno. L’ufficiale e il saggista. L’agricoltore e lo scrittore. Guido Morselli è stato il muro che le spaccava in due, che lo separava dai suoi desideri, fino a quando non ha puntato una Browning alla tempia e ha fatto fuoco, notte fra il 31 luglio e il 1° agosto del 1973, «non ho rancori». Continua a leggere

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