Archivi tag: Ajax

Neymar jr: calcio superfluo e petroldollari

Evaporato nella sua stessa inquietudine, mammifero disperso nel Grande Sertão cantato da João Guimarães Rosa, incompleto e insoddisfatto, Neymar da Silva Santos Júnior, per brevità Neymar Jr., rischia l’auto-ammutinamento per incapacità di star fermo quando non gioca. Dal Barcellona era corso al Paris Saint Germain attratto più dai petroldollari che dal progetto – anche perché è incapace di pensarsi in gruppo, vittima del proprio assolutismo – ora “si vede” al Real Madrid sperando nella sete di rivalsa di Florentino Pérez, in realtà Neymar incarna tutto il superfluo del calcio contemporaneo. Continua a leggere

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Hamsik: trascinatore gentile

C’è stato un Hamsik per ogni napoletano, per alcuni è stato specchio, per altri proiezione; per alcuni è stato simbolo, per altri capro espiatorio; ma ora tutto coincide e il capitano mette d’accordo tre generazioni di tifosi, incarnando quello che rende sopportabile la vita nelle sue curve di sofferenza. Marek Hamsik è in assoluto il simbolo del Napoli di De Laurentiis da dieci anni, è passato tra tempeste e lacrime, vittorie e sconfitte, sostituzioni ed esaltazioni, rimanendo sempre se stesso, un uomo pacificato prima ancora che un calciatore calmo, perché cosciente del proprio talento e del proprio percorso. Ha fatto di Napoli e del Napoli il suo posto applicando forse inconsciamente il teorema Madre Teresa di Calcutta: «c’è sempre un posto dove puoi essere straordinario, devi solo lasciare che quel posto ti trovi». Continua a leggere

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Vita minima di Arkadiusz Milik

La gravosa avventura della crescita per Arkadiusz Milik è tutta in una piazza grigia dietro l’angolo di casa sua a Tychy: tra furti e palloni sui muri, gente semplice, pioggia nera, sigarette fumate troppo presto e desideri che diventano dolori. Città operaia della Polonia, al confine con Slovacchia e Repubblica Ceca, in un triangolo industriale che sforna le Panda della Fiat e le birre della Tyskie. Continua a leggere

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La caduta

In porta, più che in qualunque altro posto, si capisce subito che la vita è imprevedibile. Negli occhi c’era ancora il Pepe Reina invulnerabile che si allunga a deviare sul palo il colpo di Miranda e nega il pareggio all’Inter, che quando è caduto sotto il tiro di Mattia Destro: ci pareva impossibile. Signora ha presente il crollo di una diga? Ecco, qualcosa di simile. Succede. Continua a leggere

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Arbasinho

Poi, Guardiola – come e più di Arbasinho con “Corsera” e “Repubblica” – è passato dal Barcellona al Bayern Monaco, risparmiandoci la saudade in conferenza stampa, però. E, dopo un anno, sono andate crescendo le preoccupanti reazioni dei tifosi sulla latinizzazione della squadra tedesca, in un rapporto sadomaso con Karl-Heinz Rummenigge, che l’ala destra del Voghera, emanazione inferno-brasiliana bagnatosi nelle nebbie lombarde, tratterebbe per pagine e pagine di ritmo Ajax fino a una bella di Lodi che fa la cameriera a Monaco e ammanetta il due volte pallone d’oro e ora presidente della squadra e l’allenatore sempre del momento, in una marcatura molto stretta tipo Gentile con Maradona e dopo li fotografa. E ci vorrebbe quel gran centrocampista di Leonardo Sciascia – ah, che stagioni a Parigi col PSG, Continua a leggere

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