Archivi tag: Alberto Arbasino

Librerie nemiche del popolo

Dove un tempo c’erano gli scaffali di Adelphi ora c’è il castello di Hogwarts – nella riproduzione della Lego – con Harry Potter che si è sostituito a Bobi Bazlen. A forza di tirare dentro le librerie la riproduzione di quello che era uscito dalle pagine dei libri: le hanno trasformate nei posti meno frequentabili per chi le ama davvero. Con il mercato come unico parametro – stravolgendo gli scaffali e sovvertendo il tempo che i romanzi dilatano e i saggi provano a smontare – quello che rimane sono le classifiche, e i personaggi che le animano. Di scrittori nemmeno a parlarne. Si può riassumere lo stravolgimento in pochi passi: la faccia dell’autore passa dall’essere un mistero per chi legge fino all’apparire in quarta di copertina – una epifania, come raccontò Baricco che da giovane cercava il viso del musicologo Massimo Mila – e da lì, con carpiato di pixel, diventa immagine sulle pareti feltrinelliane, per poi arrivare a farsi murale nel contesto raccontato: Pasolini va in periferia, a Calvino spetta l’attico. Continua a leggere

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Un anno di libri

Ancora tra il marziano di Ennio Flaiano e la zia di Alberto Arbasino, eccola l’Italia dei libri. Riassumibile in una canzone di Rino Gaetano: Andrea Camilleri che dribbla Fabio Volo e Paolo Cognetti che passa a Dan Brown e Ken Follett che guarda Carlo Rovelli marcato da Alan Friedman che aspetta Elena Ferrante. Aggiungete un coro di giallisti, qualche balilla e molta tivù: il paesaggio italiano con zombi tra presepe e condominio. Continua a leggere

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Lampedooza mon amour

Lungo, sinuoso, il negro, stava in piedi sulla tavola da surf, e sembrava guidare gli altri. Una apparizione. In bilico sulle onde, c’era quella che poi venne chiamata la prima ondata migratoria in surf. Stavano piantanti sul mare, nero su blu. Noi, a Lampedooza, pensammo: è come respirare in mezzo alle lacrime; loro, invece, ridevano, a proprio vantaggio. Era la grande trovata della gioventù africana, e nessuno sapeva come avevano appreso il surf che li aveva emancipati dai barconi e quindi resi liberi in mare come in terra. Il surf creava una anomalia, spostava tutto. Continua a leggere

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Arbasinho

Poi, Guardiola – come e più di Arbasinho con “Corsera” e “Repubblica” – è passato dal Barcellona al Bayern Monaco, risparmiandoci la saudade in conferenza stampa, però. E, dopo un anno, sono andate crescendo le preoccupanti reazioni dei tifosi sulla latinizzazione della squadra tedesca, in un rapporto sadomaso con Karl-Heinz Rummenigge, che l’ala destra del Voghera, emanazione inferno-brasiliana bagnatosi nelle nebbie lombarde, tratterebbe per pagine e pagine di ritmo Ajax fino a una bella di Lodi che fa la cameriera a Monaco e ammanetta il due volte pallone d’oro e ora presidente della squadra e l’allenatore sempre del momento, in una marcatura molto stretta tipo Gentile con Maradona e dopo li fotografa. E ci vorrebbe quel gran centrocampista di Leonardo Sciascia – ah, che stagioni a Parigi col PSG, Continua a leggere

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Ma dove sono tutti?

il-regista-carlo-verdone-sul-set-del-film-io-loro-e-lara-142891Incontro Carlo Verdone sul set del suo nuovo film “Ma dove sono tutti?”, mi viene incontro uscendo da una specie di  fontana di Trevi, era in ginocchio in acqua e stava inquadrando Alessandro Baricco protagonista della storia, con Claudia Gerini, Margaret Mazzantini, Sergio Castellitto e Valerio Mastandrea. Verdone ha accettato di incontrarci in esclusiva, per raccontarci il film, a tre giorni dalla fine delle riprese. Continua a leggere

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