Archivi tag: Alberto Moravia

Speranza: istantanea di un delitto letterario

Colazione da Tiffany con Speranza. Per riassumere con un tweet d’ironia lo strano caso del libro “Perché guariremo” (Feltrinelli) – senza una virgola dopo la congiunzione e senza nemmeno un punto interrogativo dopo il verbo – apparso nelle librerie poi ritirato e di fatto rimasto nel guado. Roberto Speranza è Holly alla ricerca del suo posto nel mondo (della politica) che lo metta a riparo dalle sue “paturnie” e lo trova nel governo di Giuseppe Conte come ministro della Salute. Purtroppo non scrive Truman Capote, ma un politico che sognava la Holden e quando arriva una pandemia coglie l’occasione per scrivere il libro che desiderava da tempo: ci mette dentro l’Erasmus, il sogno d’Europa, Capossela, Guccini, le partite della Roma e «la resilienza del popolo italiano», mentre ci racconta il dramma dello scorso marzo. Continua a leggere

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Pelos La Capria: essere l’Estate

C’è chi l’estate la odia e chi no, e poi c’è chi è l’estate. Pelos La Capria, era l’estate. E anche la parte divertente delle interviste al fratello, il Dudù, Raffaele La Capria, scrittore e sceneggiatore e padre vivente dell’essere le due cose in Italia. Ma mentre il paese letterario e Paolo Sorrentino inseguono e vogliono essere Raffaele, lui vorrebbe essere Pelos, perché il fratello era tutto quello che si poteva ancora immaginare, fare e poi raccontare. Continua a leggere

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Schwartz – Pasolini: la giusta distanza

Ci voleva la distanza di un americano, Barth David Schwartz, per dipingere il ritratto di Pier Paolo Pasolini, senza tralasciare – come nei quadri di Leonardo – lo sfondo, o il contesto come avrebbe detto Leonardo Sciascia, né perdersi i dettagli. È un librone quello scritto da Schwartz, “Pasolini Requiem” (ripubblicato da La nave di Teseo, uscito nel 1995 da Marsilio), quasi novecento pagine per provare a farci stare la disperata vitalità pasoliniana. Tutto sembra rispondere ad alcuni dei versi del poeta: “la morte non è / nel non poter comunicare / ma nel non poter più essere compresi”, Schwartz prova a far parlare tutti, a leggere ogni pagina, a spiegare ogni storia, incontro, fatto, riportando trame dei film e stralci di poesie, diari, romanzi, articoli e saggi, in una bio-antologia commentata, e ancora non basta, Continua a leggere

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Curzio Malaparte: rimescolatore di idee con casa da cinema

Tradita dal tempo, si presenta con un rosso stinto, pallido, domato, Villa Malaparte. Timida, si alza dalle rocce di Punta Masullo. Smesso il suo colore, perde esuberanza, svelando a tutti l’età. La sua bellezza formale rimane intatta, nonostante le pareti sbucciate, le finestre prive d’infissi e le impalcature che le fasciano i fianchi. Ma non spicca più come una nave capovolta finita in secca. Decadente, aggredita, guarda il mare incresparsi. La vegetazione, lenta l’avvolge. Cinge. Si allunga, provando un abbraccio. Considerata una delle costruzioni più strane e affascinanti del mondo occidentale, ora è solo un luogo d’artista, silenzioso e mesto. Memoria di ciò che è stato. Una solitaria vetta di culto. Chiusa, da conquistare in clandestinità, da spiare. Continua a leggere

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