Archivi tag: Aldo Busi

Venere in pelliccia

Se è vero che pur di scrivere si è ridotto a vivere è anche vero che vive male, Aldo Busi, sobbarcandosi orrende cene pur di scorgere un poco di quella odiosa realtà italiana di cui si nutre. “Le consapevolezze ultime” (Einaudi) si riducono a poco, strette come stanno nella provincia lombarda che fattura in nero, investe all’estero e non compra i suoi libri. Tra una chiamata di prostata e la solita tirata sulle bestemmie – che ormai scandalizzano solo Michele Serra – viene fuori tutta la voglia di Busi di processare l’Italia, Continua a leggere

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Romanzi criminali

Ci sono diversi modi di evadere dalle prigioni, quello più sicuro è la scrittura. Molti criminali scelgono questa via di fuga, riscrivendosi o inventandosi, finendo per diventare persino famosi, al punto di riuscire a rendere la fedina penale secondaria. La scrittura si nutre di crimine e il crimine alimenta scrittori. Per questo non bisogna lamentarsi di “Malerba” il libro del killer di mafia condannato all’ergastolo, Giuseppe Grassonelli, scritto col giornalista del Carmelo Sardo, che ha vinto il Premio Sciascia. Continua a leggere

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Di che cosa parliamo quando parliamo di reality?

small_110504-164803_mi220704spe_0010In principio fu “Il grande Fratello”, poi il diluvio: isole, talpe, fattorie. In una riffa di prove estreme, mostre di corpi e cadute, prove e confessioni, reclutando attori, cantanti, guitti, atleti e gente comune, in una unica insalata di giungle e metropoli, cucine, capanne e sale da ballo, vivi, morti, boss, paure, segreti, manie, fobie, che riducono il mondo ad un unico grande condominio con la televisione che fa da portiere, cambiando solo lingua. Continua a leggere

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René Higuita, specialista in colpi di scena

higuitaNon era un portiere, ma qualcosa del genere: piuttosto un circo, sì, proprio un circo, un intero circo con tutta la generosità, lo stupore e anche l’egoismo che potete immaginare e avrete conosciuto. Direttore, acrobata, clown, domatore. Era disposto a perdere la faccia per strappare il sorriso a un bambino e lo sguardo a una donna, e a giocarsi tutto con i compagni, contro la posta in palio, fino al punto di ignorare l’importanza delle partite, e no non ne voleva sapere di parare con le mani, come fanno tutti, e nemmeno di stare al suo posto. Per lui normale era una modalità di lavaggio che apparteneva a una lavatrice, un comando, mica un modo di stare in campo. Rispetto ad altri due portieri: il brasiliano Rogerio Ceni e il paraguaiano Josè Luis Chilavert, è terzo per i gol segnati ma primo in assoluto per i colpi esibiti. Continua a leggere

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