Archivi tag: Alessandro Manzoni

Buffon40

Come in una mano di carte, chiede un’altra stagione, a quarant’anni, Gianluigi Buffon che tutti chiaman confidenzialmente Gigi, uguale al Renzo di Alessandro Manzoni, a testimonianza del suo essere romanzo popolare, prima ancora che portiere della Juventus e della Nazionale. Al momento non si sa che cosa gli verrà servito dalla società: se un altro anno o il pensionamento, per ora fioccano auguri per il compleanno, e per come ci arriva. Continua a leggere

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Alessandro Manzoni, ala destra

«Il privato è privato, altrimenti sarebbe pubblico», interrogato da tv e giornali sulla sua storia d’amore con la presentatrice di Sky Sport, Ilaria D’amico, così rispondeva Gianluigi – che tutti chiaman Gigi – Buffon, e uso questa espressione non so più se manzoniana o del trio Marche­sini Solenghi Lopez – una linea d’attacco niente male per i loro anni –; perché ho sempre pensato che I promessi sposi fosse il libro italiano che ci contiene tutti e anche un libro “sorte” di quelli che apri a caso e trovi la frase che ti conforta o serve, io lo faccio con l’Ulisse di Joyce, perché amo il calcio irlandese, però conosco gente che lo fa con Manzoni, addirittura uno scrittore tutto cultura americana famoso per la sua esterofilia, mi disse, che da ubriaco prendeva a recitare pezzi della Colonna infame come se fosse l’Italia di Bearzot82. Continua a leggere

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Buffon, 20 anni ti sembran tanti poi ti volti a cercarli e non li trovi

A dispetto di quello che il mio editor pensa, non ho nessun problema ad ammettere che l’ultima finale di Champions di Andrea Pirlo è stata al di sotto delle aspettative, e che il migliore in campo tra gli juventini è stato un altro, il portiere Gianluigi – che tutti chiaman man­zonianamente Gigi – Buffon. Quella finale è come un nido d’uccello costruito sul ramo più alto, una fatica enorme fatta cercando il cielo. Appare a tutti impalpabile e lontana. Quando Bettega gli rispose che «alla Juventus le occasioni con mancano», era appena finita la finale di Champions League del 2003, Gigi Buffon stava nei corridoi dell’Old Trafford a fumare e chiedersi ad alta voce: quando cazzo mi ricapita una finale di Champions? Quelle parole del dirigente juventino non bastarono, cadde in depressione, Continua a leggere

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Il nome delle cose

mEntrando in casa di Roberto De Simone viene da pensare e cantare con Franco Battiato dell’esoterismo di René Guénon, se non ce ne fossero già abbastanza di note e parole, musica e canzoni, scritte dal maestro. Se ne sta piccolo e dritto, in piedi, aspetta che gli passi davanti per stringergli la mano e salutarlo, ha di lato un pianoforte e intorno una marea di presepi, pastori, e bambinelli sparsi su tavoli che quando non giocano con la smorfia contano le figure del gioco dell’Oca. Per sedersi, poi, è una riffa, bisogna scegliere la sedia o poltrona non minata da una fragilità tutta del tempo e forse dall’incuria per degli oggetti che sono troppi e, che, come il maestro, tendono a piegarsi, Continua a leggere

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