Archivi tag: Alex Del Piero

Insigne: dieci verticale

Quando Antonio Conte, ai passati europei, assegnò la maglia numero dieci della Nazionale a Thiago Motta: tutti capimmo che i tempi erano cambiati e che a scorrere negli anni i nomi, di chi c’aveva sudato prima in quella maglia, sembrava un countdown per i fantasisti che finivano. Sivori, Rivera, Antognoni, Baggio, Albertini, Del Piero, Totti, De Rossi, Di Natale, Cassano, Motta. Così a farla breve. Si capisce che la maglia e il ruolo hanno oscillato tra fantasisti e centrocampisti con i piedi buoni, e dopo la scelta del CT Conte sembrava destinata ad una funzione diversa. Continua a leggere

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Hamsik: trascinatore gentile

C’è stato un Hamsik per ogni napoletano, per alcuni è stato specchio, per altri proiezione; per alcuni è stato simbolo, per altri capro espiatorio; ma ora tutto coincide e il capitano mette d’accordo tre generazioni di tifosi, incarnando quello che rende sopportabile la vita nelle sue curve di sofferenza. Marek Hamsik è in assoluto il simbolo del Napoli di De Laurentiis da dieci anni, è passato tra tempeste e lacrime, vittorie e sconfitte, sostituzioni ed esaltazioni, rimanendo sempre se stesso, un uomo pacificato prima ancora che un calciatore calmo, perché cosciente del proprio talento e del proprio percorso. Ha fatto di Napoli e del Napoli il suo posto applicando forse inconsciamente il teorema Madre Teresa di Calcutta: «c’è sempre un posto dove puoi essere straordinario, devi solo lasciare che quel posto ti trovi». Continua a leggere

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Sousa: navigante di campi

Quando gli danno del reincarnato, o del profeta in seconda, Paulo Sousa, risponde sempre allo stesso modo, scartando l’ombra lunga di José Mourinho con una smorfia e poi dicendo: «lui ha vinto tanto, io devo ancora cominciare». Intanto ha preso a vagare, le sue panchine sembrano incarichi da console: Inghilterra, Galles, Ungheria, Israele, Svizzera, e ora Italia. «Non mi sono fatto problemi ad allenare in campionati meno conosciuti. Continua a leggere

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Venticinque metri e un dente rotto

timthumbVenticinque metri e un dente rotto, è questa la distanza che separa Frattamaggiore da Fuorigrotta passando per Dortmund. Tra il piede destro di Lorenzo Insigne e il sorriso triste di Mitch Langerak, portiere del Borussia, c’è una barriera che è mondo complesso e distante: condensato in quattro uomini, e scavalcata in una manciata di secondi. Tiro, traversa, gol. Il pallone è un animale viaggiante che prende traiettorie fantastiche quando trova piedi nobili capaci di dargli parabole perfette. Continua a leggere

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