Archivi tag: america

L’ultima zuppa

L’indirizzo era 405 East sulla Tredicesima Strada, angolo con la Prima, Lower East Side di Manhattan, dove sembrava fosse piovuta ruggine, sulle case basse e le scale antincendio. Uno stabilimento industriale trasformato in loft di lusso, lui c’era arrivato con l’assegno di un milione di dollari ricevuto dall’Università di Stanford in cambio del suo archivio. Finalmente poteva avere una grande cucina da ristorante per sperimentare, mescolare e soprattutto divertirsi con gli amici. Ora le sue liste della spesa, che precedevano i suoi pranzi, con la firma in calce, stanno sotto teca, e chi c’era alla sua ultima cena lo racconta nel film che ricostruisce la sua storia: “L’ultima zuppa di pesce”, un film del regista filippino Anthony Cholo Madsen che mette insieme le ore finali del poeta Allen Ginsberg, presentato al Tribeca Film Festival e molto applaudito (purtroppo in Italia ancora non c’è un distributore). Continua a leggere

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Il fascismo è stata un’americanata presa sul serio

«Vengo a sapere che il cappellaio di Mussolini ha venduto a degli americani di Filadelfia, per mille lire, il fez dell’ex duce. Gli americani si stanno accaparrando , come “souvenir” della campagna d’Italia, tutto il materiale plastico del caduto regime. L’antico carrettino ciociaro che tanto piaceva al turista è ora sostituito dal pugna della Milizia o della sciarpa littoria. Sono tutte cianfrusaglie che, in fondo in dono, agli americani un po’ piacciono. Piacciono non per le ragioni storiche per cui piacevano al ceto fascista, ma per quel gusto del clownismo e della maschera che è alla base della vita pubblica statunitense. A pensarci bene, infatti, il fascismo è stata un’americanata presa sul serio. E come americanata, quindi, è in un certo senso apprezzata dal sergente Smith che ci ride sopra, ma, in fin dei conti, la sciarpa littoria gli piacerebbe portarla…»

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Il vagabondo delle stelle

Era uno scrittore di movimento e immersione. Ci sono scrittori che aspettano il mondo e scrittori che vanno a prenderselo, Jack London – tante vite – apparteneva alla seconda categoria. Con una aggiunta: non solo andava a prenderselo ma ci si immergeva. Per questo, un secolo dopo la sua morte, siamo ancora qua a scriverne e parlarne e prima a leggerlo. Invidio molto chi non l’ha ancora letto e sta per farlo, perché da qualunque parte comincerà, si troverà di fronte a un rapimento: London agguanta e trascina giù, e dove il suo giù è un posto ampio e ventoso, che per brevità chiameremo storia. Era un passionale, non ha mai fatto calcoli in vita sua ma ha sempre seguito i suoi ideali (socialisti), e inseguito un concetto largo di verità e giustizia: al quale sentiva di appartenere. Continua a leggere

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Sunset Park, intervista con Paul Auster

Difficile non è sopravvivere alle guerre, ma cancellarne il ricordo. Il reduce è sempre uno straniero, soprattutto rispetto al suo passato. Che sia guerra o dolore quotidiano, è solo una questione di campi larghi, quello che rimane è la ferita. A leggere “Sunset Park” (Einaudi, Premio Napoli 2011), di Paul Auster si capisce che lo scrittore è interessato agli uomini che hanno quella ferita, e che sono finiti di fronte a un baratro, reduci senza guerre. Continua a leggere

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Calabria New Mexico

Campora San Giovanni (CS)La Calabria è la suprema nostalgia del nostro tempo dove si consumano romanzi e film italiani. Nel senso che non vengono né scritti né girati. Ma si producono, sprecano, perdono. E non c’entrano Corrado Alvaro, Gianni Amelio o la ‘ndrangheta, ma proprio la sua natura: dal paesaggio a tutto quello che l’ha trasformato. Poi, certo, anche i calabresi hanno un ruolo fondante e non trascurabile ma vengono dopo la natura calabra. A parte il fatto che già nel nome c’è tutto il senso da opera lirica e questo da solo basterebbe a farne fabbrica, fossi un regista girerei un western a Rosarno e un documentario di case seguendo la Salerno – Reggio Calabria, altro che sacro GRA, Continua a leggere

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