Archivi tag: Arrigo Sacchi

Sarri ascolta Drucker: «Se una cosa funziona, correggila»

Vittima di fuoco amico, Maurizio Sarri e il suo Chelsea cadono nell’imboscata di Pep Guardiola (il buono), perdendo sei a zero contro il Manchester City. L’allenatore catalano non ha avuto nessuna pietà per l’amico italiano, col quale divide le cene e la complicità del maestro Arrigo Sacchi, ma fuori dai campi. Ancora una volta Sarri (il cattivo), è caduto vittima del metodo Guardiola che in conferenza stampa accarezza e loda, e poi in campo distrugge. Continua a leggere

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Ancelotti, la Juventus e il compromesso Storico

Forse senza quel temporale a Perugia e senza la decisione di Pierluigi Collina, oggi, Carlo Ancelotti non sarebbe l’allenatore eccezionale che è. In quella lunghissima ora negli spogliatoi del “Renato Curi”, aspettando che smettesse di piovere e che l’arbitro-superuomo rimandasse la partita: si decise la sorte della Juventus che perse la partita col Perugia di Carletto Mazzone e lo scudetto in favore della Lazio di Sven-Göran Eriksson; l’avvenire di Ancelotti; e il suo mestiere (di vincente). Continua a leggere

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La Dolce vita di Carlo Ancelotti

Ha scelto il più felliniano degli allenatori, Aurelio De Laurentiis, con un colpo alla Florentino Pérez. Passando dalla ruvidezza di Maurizio Sarri alla serenità di Carlo Ancelotti, dalla Toscana all’Emilia, dalla provincia italiana ai vertici dell’Europa, in un salto che prima di essere calcistico è culturale. Un colpo di scena cinematografico. Partito scalzo, con sua madre a corrergli dietro, che sembra davvero una scena di “Amarcord”, figlio di Nils Liedholm e Arrigo Sacchi, è finito con i piedi sul velluto: Carlo Ancelotti, un calciatore con un ciclista come idolo, Felice Gimondi, una delle tante coincidenze con il suo predecessore: Sarri. E così il Napoli diventa la tappa dove arrivare, in una scalata che vede Ancelotti passare da Juventus, Milan, Chelsea, Paris Saint-Germain, Real Madrid e Bayern Monaco, a leggerle di seguito non c’è bisogno di aggiungere altro, si ha subito la misura del personaggio. Continua a leggere

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L’ultimo anno da sconosciuto di Marcello Lippi

Dovendo fare un bilancio per i suoi settant’anni potremmo affacciare il sospetto che tutto il Lippi possibile è nella stagione napoletana, che tutte quelle che vennero dopo non erano altro che una conseguenza di quella prova che nel 1994 superò, quello che sarebbe diventato era già in nuce sulla panchina di un Napoli sgangherato e per questo pirata. L’ultima volta da sconosciuto prima di vincere, l’ultima volta senza stipendio e in una situazione ostile, l’ultima volta che Marcello Lippi fu un allenatore normale, già maestro ma non ancora venerato, coperto dall’ombra della normalità. Continua a leggere

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Stressati e distesi

La cintura di sicurezza ha stretto di nuovo, come a Barcellona, e, questa volta, prima di slacciarla, ha avvisato, Pep Guardiola, l’allenatore del Manchester City, per tutti o quasi: il migliore, anche se lui ha battezzato Antonio Conte con il suo titolo, passandogli la mano con un distacco siddhartiano. Dice cercatemi su un campo di golf, perché presto smetterò di allenare. Continua a leggere

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