Archivi tag: Arrigo Sacchi

L’ultimo anno da sconosciuto di Marcello Lippi

Dovendo fare un bilancio per i suoi settant’anni potremmo affacciare il sospetto che tutto il Lippi possibile è nella stagione napoletana, che tutte quelle che vennero dopo non erano altro che una conseguenza di quella prova che nel 1994 superò, quello che sarebbe diventato era già in nuce sulla panchina di un Napoli sgangherato e per questo pirata. L’ultima volta da sconosciuto prima di vincere, l’ultima volta senza stipendio e in una situazione ostile, l’ultima volta che Marcello Lippi fu un allenatore normale, già maestro ma non ancora venerato, coperto dall’ombra della normalità. Continua a leggere

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Stressati e distesi

La cintura di sicurezza ha stretto di nuovo, come a Barcellona, e, questa volta, prima di slacciarla, ha avvisato, Pep Guardiola, l’allenatore del Manchester City, per tutti o quasi: il migliore, anche se lui ha battezzato Antonio Conte con il suo titolo, passandogli la mano con un distacco siddhartiano. Dice cercatemi su un campo di golf, perché presto smetterò di allenare. Continua a leggere

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Una sostanza sottile

È l’allenatore di passaggio: se fa bene c’è sempre uno migliore che deve arrivare, se fa male non ha nemmeno il tempo di respirare. Roberto Donadoni difende come Capello, attacca come Sacchi ed ha la dignità di Zoff, dove sta il difetto? Forse nei toni, o nell’eccesso di silenzio, persino quando si incazza lo fa dentro di sé, bisogna guardargli le espressioni del viso e non aspettarsi un discorso da barricata. Continua a leggere

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Berlusconi: 30 anni di Milan e un solo dubbio

È anche vero che Berlusconi solo una volta ha accettato un tutor, un centrocampista di respiro internazionale, anche se in là con gli anni: Renato Ruggiero, che arrivava in prestito dalla Juventus su diretta imposizione di Gianni Agnelli, per fare il ministro degli Esteri e coprire la fascia Confindustria, un prestito con riscatto poi non realizzato. Quella scelta era figlia di un’altra, politica, rinunciare a malincuore all’argentino Claudio Daniel Borghi su diretta richiesta di Arrigo Sacchi, in funzione di Angelo Colombo: cedere in fantasia per guadagnare in pragmatismo. Scettico aveva assecondato la richiesta di Sacchi, scoprendo di aver torto, visti i risultati, anche se per anni ha continuato a chiedergli: «è sicuro?» proprio come il dottor Christian Szell (Laurence Oliver) ripete a Babe (Dustin Hoffman) ne Il maratoneta. Continua a leggere

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Dagli ombrelloni all’Europa

La triangolazione che porta Eusebio Di Francesco dal campo alla tribuna e poi alla panchina, racconta il suo distacco e dice il contrario rispetto al verbo sacchiano che adotta in campo: corti e intensi. Invece lui, sembrava un fiume che temeva di diventare mare. Aveva chiuso col calcio – ultima stagione a Perugia –, non pensava di allenare, ma era il cattivo del centrocampo (il buono era Tommasi) di Fabio Capello nella Roma che vinse lo scudetto nel 2000-01, davanti c’erano i belli Batistuta e Montella, e Rossella Sensi insieme a Francesco Totti – che aveva diviso quattro anni con lui in poco spazio – si ricordarono del centrocampista e quando si trattò di scegliere un dirigente affidabile lo chiamarono. Continua a leggere

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