Archivi tag: Arsenal

Arsenal: “Meschino, accanito, competitivo, duro da battere”

Nato dall’innesto della polvere da sparo – una fabbrica di armamenti – con la birra – al pub Royal Oak –, figlio dell’idea di uno scozzese, David Danskin, e dagli avanzi delle magliette del Nottingham Forest – grazie a due operai calciatori – con addosso l’umidità del Tamigi, l’Arsenal non si scrollerà mai la puzza della fabbrica, quell’atmosfera grigia che, con molte sconfitte apparentemente impossibili, ne farà una squadra da “Cipputi”, nonostante le sterline e i titoli, alla fine rimarrà sempre quell’impasto di catena di montaggio, cantieri e cannoni, grasso tirato via all’ultimo momento dalla tuta, e fango sulle scarpe. Continua a leggere

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Sarri ascolta Drucker: «Se una cosa funziona, correggila»

Vittima di fuoco amico, Maurizio Sarri e il suo Chelsea cadono nell’imboscata di Pep Guardiola (il buono), perdendo sei a zero contro il Manchester City. L’allenatore catalano non ha avuto nessuna pietà per l’amico italiano, col quale divide le cene e la complicità del maestro Arrigo Sacchi, ma fuori dai campi. Ancora una volta Sarri (il cattivo), è caduto vittima del metodo Guardiola che in conferenza stampa accarezza e loda, e poi in campo distrugge. Continua a leggere

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Arsène Wenger: educatore, pioniere, manager

Finisce il papato calcistico di Arsène Wenger all’Arsenal. Un ventennio di gloria, emozioni e incompiutezza. Un educatore, un pioniere, un manager, che sedeva su quella panchina dal 1996 e che a fine stagione lascerà, per noia. Esordì il 12 ottobre vincendo per 0-2 sul campo del Blackburn Rovers, e portò la squadra al terzo posto. Aveva gli occhiali, era magro uguale ma i capelli non erano bianchi come ora. Una figura enorme, completa e complessa. Per questo è durato tanto, meglio di lui solo Sir Alex Ferguson, 27 anni alla guida del Manchester United. Continua a leggere

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Icardi: tra romanzo e realtà

Gioca, litiga, scrive, istiga, divide e poi sbaglia un rigore. Mauro Icardi dopo aver vissuto pericolosamente l’estate e prima una avventurosa storia d’amore che lo ha portato a strappare Wanda Nara a Maxi Lopez, aver mischiato la sua camera da letto al campo, trovato pace, firmato un contratto, guidato una Inter sbandata alla vittoria sulla Juventus, invece di giocare e continuare a zittire i suoi detrattori, si mette a scrivere una (inutile) autobiografia e si racconta come un gangster: facendo incazzare la curva Nord interista che smentisce il suo racconto. Va bene che da grandi bisogna buttarsi via, ma Icardi esagera nel credersi Arthur Rimbaud. La sregolatezza in tutti i sensi è roba da poeti, non da attaccanti. Va bene che bisogna vivere per raccontarla ma se non sei Jack London conviene farlo dopo i settanta non a vent’anni, e questo l’ha capito persino Ausilio, il ds dell’Inter, che non corre a leggere i libri quando escono. Continua a leggere

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Higuain, nove verticale

Higuain il doppio, adesso finalmente conosce se stesso. Dopo essere nato in Francia è cresciuto in Argentina; dopo aver giocato dietro le punte da ragazzo è diventato quell’autentico numero nove che macina gol, smentendo “illusioni, copiature e sbornie ideologiche sul falso nueve”, come ha scritto Gianni Mura; dopo aver deluso gli insaziabili del Real Madrid che gli preferivano Benzema e illuso gli altrettanto insaziabili argentini in Coppa America, ora ha trovato il suo centro di gravità permanente: Continua a leggere

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