Archivi tag: Arsene Wenger

Arsenal: “Meschino, accanito, competitivo, duro da battere”

Nato dall’innesto della polvere da sparo – una fabbrica di armamenti – con la birra – al pub Royal Oak –, figlio dell’idea di uno scozzese, David Danskin, e dagli avanzi delle magliette del Nottingham Forest – grazie a due operai calciatori – con addosso l’umidità del Tamigi, l’Arsenal non si scrollerà mai la puzza della fabbrica, quell’atmosfera grigia che, con molte sconfitte apparentemente impossibili, ne farà una squadra da “Cipputi”, nonostante le sterline e i titoli, alla fine rimarrà sempre quell’impasto di catena di montaggio, cantieri e cannoni, grasso tirato via all’ultimo momento dalla tuta, e fango sulle scarpe. Continua a leggere

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Arsène Wenger: educatore, pioniere, manager

Finisce il papato calcistico di Arsène Wenger all’Arsenal. Un ventennio di gloria, emozioni e incompiutezza. Un educatore, un pioniere, un manager, che sedeva su quella panchina dal 1996 e che a fine stagione lascerà, per noia. Esordì il 12 ottobre vincendo per 0-2 sul campo del Blackburn Rovers, e portò la squadra al terzo posto. Aveva gli occhiali, era magro uguale ma i capelli non erano bianchi come ora. Una figura enorme, completa e complessa. Per questo è durato tanto, meglio di lui solo Sir Alex Ferguson, 27 anni alla guida del Manchester United. Continua a leggere

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Higuain, nove verticale

Higuain il doppio, adesso finalmente conosce se stesso. Dopo essere nato in Francia è cresciuto in Argentina; dopo aver giocato dietro le punte da ragazzo è diventato quell’autentico numero nove che macina gol, smentendo “illusioni, copiature e sbornie ideologiche sul falso nueve”, come ha scritto Gianni Mura; dopo aver deluso gli insaziabili del Real Madrid che gli preferivano Benzema e illuso gli altrettanto insaziabili argentini in Coppa America, ora ha trovato il suo centro di gravità permanente: Continua a leggere

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Lacrime di Champions

XAl fischio finale verranno pesate soltanto le lacrime, nonostante i gironi Champions e i gol. Quelle di Gonzalo Higuain, che si fanno fiume e avvolgono il San Paolo. Piange senza vergogna l’attaccante argentino, a differenza di Callejon che si maschera il viso con la maglia gialla e se ne sta in ginocchio. Higuain no, in piedi, mostra la sua faccia da Alessandro Magno, esibisce le lacrime, dopo un gran gol e una grande partita, e viene tenuto in una scena caravaggesca da massaggiatori e compagni. Continua a leggere

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