Archivi tag: Baggio

Adesso ridete con me

Quando ho scritto “Il più maldestro dei tiri” non pensavo di avere ragione in così poco tempo: dalla Cina che invade il calcio fino al declino del dieci (da Baggio a Thiago Motta) e del regista (il vuoto dopo Pirlo), passando per la caduta del Berlusconi calcistico che coincide con la sua estinzione politica. E niente, leggendo i giornali rido e tanto perché io quello che scrivono ora – come cronaca – l’ho immaginato nel natale del 2014. Poi è tutto inutile ma ogni tanto da qualche parte bisogna pur dirlo.

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Il più maldestro dei tiri

In un campo affollato, a ridosso dell’area di rigore, c’è Andrea Pirlo pronto a calciare una delle sue “maledette” come le chiama Fabio Caressa, e nell’altra area c’è Silvio Berlusconi che fa “Il Venezia” – uno che non passa il pallone – secondo la definizione di Massimo Fini, due destri: uno di ordine, l’altro di caos. A centrocampo ci sono Nibali e Pantani, Iniesta e Zidane, Brera e Prodi, sulle fasce Lentini, McNamara e Donovan, Mastroianni, Giordano Bruno e Volonté, Baricco e Inzaghi, Renzi e Obama; in difesa: Zizek, Herzog, Scirea, Di Bartolomei, Materazzi, Veltroni, Berlinguer, Roger Casement; in porta Bruce Grobbelaar e Buffon, Zoff e Gordon Banks; in panchina un mucchio di gente: Mourinho, Guardiola, Di Matteo, Rocco, Sacchi, Del Bosque, Zeman, Bielsa, Boskov, Benitez, Agnelli, Conte, Allegri, Putin, Manzoni, Dino Risi, Cacciari, Letterman e tanti altri. Continua a leggere

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Allenare stanca

Cover-Calcio-Totale-250x374 (1)«Hai paura torero?» Chiede Arrigo Sacchi, in un ascensore a Barcellona, prima di un incontro con l’Espanyol, quando allenava l’Atletico Madrid. Tutto il suo calcio e la sua vita stanno in quella domanda, perché Sacchi ha sempre vissuto il campo come se fosse una arena, e le squadre avversarie come tori, fino a farsi logorare, consumare e vincere, arrivando a smettere, di troppa tensione. In “Calcio totale” (Mondadori) scritto con Guido Conti, racconta tutte quelle arene e quei tori senza mediazioni, incontri e campionati con retroscena, partendo proprio dalla sua paura, dall’estraneità al calcio, che, poi, ha cambiato, diventando uno degli allenatori e teorici più importanti nella storia. C’è tutta la sua vicenda umana dalle fabbriche di scarpe di cui era socio il papà –  al quale, in ospedale, confiderà il segreto che dalla stagione successiva avrebbe lasciato il Parma per  Milan di Berlusconi –, Continua a leggere

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i fiori nelle lamiere

0125Aveva un cane con i capelli, dava del tu alle mosche, ancora cercava l’ombrello del fratello, ha passato gli anni a limitare i danni e a giocare cavalli perdenti il signor J. medico e cantante, Sudafrica prima, America dopo, mica solo Milano, ma a chi lo racconti? Intimamente dissonante, perché ci vuole orecchio, aspetta il tram sapendo che saltimbanchi si muore, e la vita puttana, rien ne va plus. Zero a zero anche ieri sto Milan qui, sto Rivera che ormai non mi gioca più. Tristezza. Intanto Vincenzina sta immobile davanti alla fabbrica e si chiede cosa c’è dentro. Mentre lui cade dal motorino e rischia de s’cioppaa: hai presente la vita? o un canotto? E che manda lettere da lontano, capendo chi non conosce e non lo ascolta. E il tiro di Baggio era dentro, dentro il suo mondo. Vai, vai in fondo alla piazza, per accertarti bene che quello che canta sia proprio: Onliù, l’uomo che tagliava i fiori nelle lamiere.

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