Archivi tag: basket

Fognini: l’ultimo tra i dissipatori indolenti

Caratteristiche degli italiani nella versione “geni chiusi nella lampada” che lasciano uscire solo sporadici e improvvisi segnali di fumo: accentuato narcisismo fino alla creazione di giornate no; vette di isterismo capaci di demolire anche il più innamorato degli ammiratori; tecniche varie di dissipazione con grande autorità nel calarsi in pozzi di sconfitte e angoli morti; una idea lunare del proprio sport o arte; e l’indolenza come categoria sovrana; a margine per le interviste singole o collettive l’ammissione di debolezze varie, vizi privati che non diventano pubbliche virtù, scorci di conflitti familiari veri o presunti, un possibile orizzonte meraviglioso lasciato agli altri per eccesso di egoismo verso se stessi, intorno: sudore, speranze – deluse in larga parte –,capacità eccelse e partite persino memorabili, in fondo in fondo a fare due conti: qualche vittoria, significativa, se capita. Continua a leggere

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Fidel y Diego

Una fortuna per entrambi: due icone, due entità quasi sovrannaturali, due uomini estremi che si riconoscevano e usavano, salvandosi. Insieme si rimettevano a cercare la gratitudine pubblica con un azzardo sentimentale da padre e figlio. Diego Maradona nel 2000 era sfinito dalla droga, aveva chiuso col calcio, bordeggiato la morte e visto el barba; Fidel Castro aveva bisogno di un testimonial per la sua rivoluzione sempre più stanca; unirono necessità, desideri e orizzonti: ne venne fuori un romanzo pop. Continua a leggere

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L’addio di Bryant

Kobe il terribile, con gli ultimi sessanta punti e un corpo a pezzi, lascia la pallacanestro. «Difficile credere che fosse l’ultima volta», dice alla fine della gara contro gli Utah Jazz, mentre la sua squadra – Los Angeles Lakers, la stessa da venti anni – e mezzo mondo già lo rimpiange. Jack Nicholson lo guarda affranto, come si guarda andare la propria giovinezza, mentre intorno tutti, urlando, gli ricordano che è prenotata una statua a suo nome. Continua a leggere

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Una volta vidi Kobe Bryant da vicino, ma non giocava.

A un mondiale di calcio si incontra un mucchio di gente, può capitare di far colazione con vista Blatter o Shakira, di incrociare di mattina presto in un supermercato deserto Javier Zanetti, di prendere il caffè con Kluivert, di trovarsi Platini in ascensore, di salire le scale di uno stadio con Bill Clinton o Mick Jagger, di parlare di Cesaria Evora col presidente della federazione calcistica di Capo Verde, o con quello del Ghana di Ranzie Mensah, e di vedere Kobe Bryant recitare. Al mondiale sudafricano c’era tutti, perché tutti volevano conoscere da vicino Nelson Mandela (che non è la stessa cosa di Casaleggio – lo dico a Mattarella). Continua a leggere

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Positano Tigers

GreggPopovichIGofficialspursNascono oggi i Positano Tigers, squadra di basket che raccoglie il meglio della costiera amalfitana. L’idea è di Gregg Popovich che si era lasciato sfuggire questa battuta in una intervista: «lascerei gli Spurs solo per i Positano Tigers o i Portofino Flyers. Non esistono ma io non scherzo: se li creassero, li allenerei gratis». A Portofino non hanno colto la serietà che sta nel gioco, invece a Positano, Bonocore Massimo, Fusco Carmine e Cuomo Raffaele hanno subito fondato la società e chiamato al telefono la sede dei San Antonio Spurs in Texas, Continua a leggere

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