Archivi tag: bicicletta

Ma l’epoca mia sembra fatta di poche ore

“Un gallastrone che canta fuori orario alle prime stelle, andato oltre Cartesio (penso dunque sogno)”, si descriveva così, anni fa, in una prefazione a Jorge Valdano. Gianni Mura è il gioco che dalle strade del ciclismo e dai campi di pallone arriva alle pagine. Etica ed estetica che trovano forma nella parola, senza perdere le radici di quello che, incontrando i suoi occhi, gli ha dato stupore. La forza della sua scrittura viene dall’esattezza del suo sguardo, che diventa credibilità del racconto. È l’anomalia che alimenta la speranza, tenuta da una leggerezza che dopo 30 Tour de France gli fa già pensare a quello dell’anno prossimo. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Disegnare movimenti nel cielo

102913-mdAnche se a volte ci serve da specchio, di tutti i luoghi abitati il cielo rimane il più enigmatico. E forse, se ha sempre avuto qualcosa di inaccessibile e di sacro, è perché Dio lo ha voluto così: in caso contrario, ci avrebbe fatti più leggeri dell’aria.

[…]

Nel corso dei secoli, un rispettabile numero di spiriti avventurosi, e pronti a tutto, si erano costruiti ali simili a quelle degli uccelli, imbragature rigide e timoni di varie fogge per poi buttarsi dalla torre più alta a disposizione, andando impavidamente incontro alla morte. In mare, ripetevano i saggi, i naufraghi possono sempre nuotare, aggrapparsi a un relitto e raggiungere la riva, mentre per gli “aeronauti” naufragare significa una cosa sola: schiantarsi al suolo. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

The Suburbs

comincio  dalla fine e dall’asfalto macchiato di benzina, dal fuoco che veniva fuori dalle auto con le urla, che per la fretta ci siamo portati il fucile intero, dico senza smontarlo e rimetterlo nello zaino, e pensare che prima c’era tanta calma e vento sul ponte, e questo, no, non lo avevamo previsto, ci siamo sdraiati per terra, per un po’ siamo rimasti a guardare le macchine passare: una cosa tipo dio che ti guarda correre su e giù, ecco, pensavo cose del genere e poi mi sono chiesto: ma noi siamo dio adesso? e forse ho anche girato la domanda a sam, ma non mi ha risposto se il dubbio mi è rimasto. non so mica a cosa pensava lui, so quello che ci diciamo quando giochiamo a casa, colpendo le nostre prede, non posso sapere a cosa pensava, so di certo che sam cominciò a montare il fucile, e che io non dissi più nulla, vuoto. era come vedersi dalle auto, forse quando sam ha preso a puntarle c’ho anche pensato che dentro, dico oltre il vetro, c’erano uomini e donne vere, come noi, come i nostri compagni, tipo lisa che mi fa impazzire, e ho anche sperato che arrivasse qualcuno a fermarci, ma chi ferma dio? ecco, per questo mi sono distratto quando sam ha mirato e fatto partire il primo colpo, e quando si è girato verso di me dicendo: l’ho preso in fronte, ho visto solo l’auto slittare, mettersi di traverso e andare a sbattere e, cosa strana, quando lui ha detto: fronte, io ho sentito buum, mi sono voltato e c’era l’auto che si schiantava, e allora ho risposto: ottimo lavoro. non c’era altro da dire. dopo no, niente commenti, sam è così, come dire: freddo, ecco. in niente senza scomporsi né voltarsi ha sparato all’altra auto, ed è stato uguale, il tempo di un respiro, uno solo, e buum di nuovo, solo che questa volta non ero distratto e sapevo dove guardare, ho seguito l’auto e il botto seguente, e lui non mi ha detto: l’ho preso in fronte, ma: diamoci, e ci siamo dati. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , ,