Archivi tag: Bill Clinton

American Wife

Normale che dovesse accadere, l’allarme c’era stato, tutti ora rivanno al settembre del 2016, quando Hillary Clinton era apparsa malata, ma il Partito Democratico aveva tenuto, l’appoggio degli Obama e i legami dell’ex presidente Bill Clinton, avevano salvato la candidatura e portato a casa la vittoria, seppur di misura, su Donald Trump. La mossa di scegliere come vice presidente Michelle Obama era stata presentata come un tributo laico alla sostanza del lavoro svolto dalla presidenza di Barack, invece, era l’assicurazione sulla presidenza. Ora che Bill non c’è più, scomparsa che ha accentuato la malattia di Hillary, a metà mandato, sono apparsi evidenti i limiti del primo presidente donna degli Stati Uniti, e l’impossibilità di guidare il paese. Continua a leggere

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Il lavoro di un bastardo non finisce mai

L’ottavo film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight, è un western sulla neve del Wyoming che dopo aver mostrato il paesaggio gelato si rinchiude in una merceria-rifugio (quella di Minnie e Sweet Dave). Mescola Sergio Leone con Agatha Christie e Alfred Hitchcock, e, ovviamente, cita se stesso in una circolarità ammiccante che ormai è divenuta canone. Sette uomini, una donna (odiosi e pieni d’odio) e la lettera di Abraham Lincoln (a uno di loro). Due cacciatori di taglie, una assassina, un generale sudista, e quattro killer – di cui uno ben nascosto –, si confrontano in un gioco di bugie e violenza, con il solito raffinato stile estetico-linguistico di Tarantino. Sei capitoli – con titolo – scandiscono la mattanza, accompagnata con la lentezza e i dettagli da romanzo russo. Continua a leggere

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Zuppa di gatto con pistole

Tutto comincia all’Hotel Monteleone di New Orleans, quartiere francese,  il mio uomo ha deciso che mi racconterà la sua storia al bar di Capote, Truman Capote, quello di “A sangue freddo”, e ci beviamo su Martini anche noi, ma voliamo più basso, molto più in basso. Fuori ho una Dodge nera, a noleggio s’intende, e più tardi arriverà il mio amico Paulo, fotografo portoghese, da anni mette in posa la gente davanti ai fiumi, poi registra la loro storia, solo voce, per tutto il resto ci sono le foto. Continua a leggere

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Boiling Point Alone

Eli and David (2005-06), from Lucian Freud Portraits at the National Portrait Gallery.Mi chiamo Frederick Manaus e non sono uno di voi. Anche se provate non lo sarò mai, il perché ve lo dice la mia biografia, per quei pochi che non la conoscono, per tutti gli altri, basta il mio nome. Ci sono migliaia di articoli su me e Clinton, no non il marito di Hillary ed ex presidente Usa, ma il mio cane, che qui vedete rappresentato da Lucian, dopo molte insistenze, sue, ovvio. Perché ho chiamato il mio cane Clinton? Devo spiegarvelo? Potete arrivarci da soli. Fate uno sforzo, ecco, sì per quello, visto? Era semplice. Ora torniamo a noi, sono un ex tennista e la cosa non mi annoia, non ho aperto una fondazione per bambini orfani o poveri, me ne guarderei bene, non ho mai fatto beneficenza in vita mia, e quando ho regalato qualcosa non l’ho prima confessato in conferenza stampa, non faccio commenti sui tornei che ho vinto meno ancora su quelli che la stampa chiama i miei eredi, io non ho eredi, non sono uno di voi, pensavo fosse chiaro il concetto. Continua a leggere

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