Archivi tag: Boca Juniors

Gangs of Baires

Poi saranno anche romanzi e film, per raccontare tre settimane di febbre e centottanta minuti più eventuale recupero e possibili calci di rigore, con conseguente tragicità e trionfo. Perché Boca Juniors e River Plate non sono mai state solo delle squadre di calcio, ma la massima esplicitazione, su campi di pallone, dell’appartenenza. Nate entrambe da un sogno genovese, impastato a fame e bagnato nel porto di Buenos Aires, stesso quartiere, Boca. Continua a leggere

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César Luis Menotti: oracolo, bandiera, idea

Metà stregone, metà aristocratico. Fisico da ballerino, capelli lunghi sulle spalle – anche ora che sono tutti bianchi –, faccia asciutta e naso da guerriero greco, César Luis Menotti, il Don Chisciotte pragmatico d’Argentina, compie ottant’anni. E sembra ancora un ragazzo, con le sue tante vite: calciatore, allenatore, chimico, filosofo, e imperatore per una notte, nel 1978, accendendo la luce nella tenebrosa dittatura di Jorge Videla, quando vinse il mondiale con la nazionale argentina. Continua a leggere

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Tabárez: utopia e bastone

Nel primo mondiale senza Eduardo Galeano, non dovendo regalare bellezza, ma solo avanzare come un drappello di garibaldini, l’Uruguay ha scelto di giocare male, soffrire, e vincere sporco, come fa quando le cose si mettono male. Dove sta la novità? Nell’esultanza del suo allenatore: come un Enrico Toti, ma uruguaiano, più dell’infermità c’è l’ardore. Óscar Washington Tabárez si alza a festeggiare, andando oltre la propria malattia, quando José María Giménez, un difensore, salta per mettere il pallone in porta. Continua a leggere

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Angelillo: principe de la pelota

Un pistolero della pampa, dove il saloon era l’area di rigore e il pallone la sua pistola – per questo non ha funzionato come allenatore –, che si muoveva avvolto dalla nostalgia, come la maglia della salute indossata nel passaggio sull’oceano: da Buenos Aires a Milano, dalla Boca al Meazza, niente più tango, piuttosto jazz: in campo e fuori. E fumo, almeno secondo Helenio Herrera, che lo vide stanco e preso da una ballerina: Ilya Lopez (Attilia Tironi), poi era amore, ma HH ossessionato dalla disciplina era in una modalità che non lo comprendeva. Continua a leggere

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Ma, si sa, i fuoriclasse

«Io dispongo sempre bene le mie squadre in campo. Il problema è che quando inizia la partita i giocatori si muovono», diceva Alfio Basile allenatore del Boca Juniors, dell’Argentina e di molte altre squadre. Le complicazioni vengono dopo, appunto, quando tutti si muovono al ritmo del pallone, e i pensieri rimangono sulle panchine, o arrivano improvvisi ai calciatori mentre stanno tradendo il loro compito o anche mentre lo eseguono oltre ogni previsione. Continua a leggere

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