Archivi tag: caravaggio

Il Cristo di San Pietroburgo

Ama, prega, festeggia, svieni, risorgi. Le montagne russe maradoniane. Tra spiritualità e ribellione, ascensione e cadute, in palio la salute, quella di El Diego, portata ancora una volta al limite, per passione. Suonala ancora e ancora e ancora. Il re dello sperpero: del genio e del sé. Argentina contro Nigeria, ma c’è più spettacolo sugli spalti che in campo. Sotto: una brutta Selecciòn, dove Lionel Messi diventa finalmente adulto, facendo la formazione e segnando; sopra – e dove sennò? – lo spettacolo di arte varia maradoniana. Prima, ha incrociato le braccia sul petto, una divinità Inca, per il gol di Messi, ringraziando Dio e lasciandosi incorniciare da un raggio di luce russa; poi le ha allargate da Cristo di Rio in vacanza a San Pietroburgo: e si è preso la scena, il campo, e di nuovo il mondiale. Continua a leggere

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Mimmo Paladino e il cosmocalcio artistico

Adesso che il Napoli attraverso i suoi movimenti crea geometrie, che ogni azione è una vertigine di gesti, e che ogni spazio ha una impalcatura di pensiero, è giusto parlarne con un grande artista come Mimmo Paladino. Pittore, scultore, incisore, ma soprattutto uno dei pochi ad avere un linguaggio proprio, radicato, non artefatto. Una forza della natura, che diventa segno, contraddistinguendosi. Fuori dai meccanicismi della riproducibilità, oltre la banalità dell’ideologia, Paladino rappresenta la libertà di essere se stessi, senza condizionamenti di tempo. Capace di elaborare una risposta singolare, impeccabile, includente. Continua a leggere

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Maradona: il mito che non muore

Si potrebbe dire che non aveva niente e che arrivò ad avere ogni cosa: dando tutto a Napoli. Dove gli altri avevano preso, lui restituiva. Per questo il mito di Diego Armando Maradona non muore, anzi, rifiorisce ogni volta che ci rimette piede. In una città che fa il presepe e veste i santi, che crede ai miracoli e parla con i morti, dove il sangue si raggruma e si scioglie, dove le voci sono tante e gli appiccichi pure: Maradona è un punto fermo. Accettato dalla città come modello, inglobato, masticato e venerato. La sua immagine, appesantita e affannata, sta in una linea malinconica, tra Massimo Troisi e Pino Daniele, a fermare ad aeternum gli anni Ottanta. È tutto quello che resta a Napoli, non essendo ancora riuscita a scavalcare quella linea di nazione che aveva ancora gli ultimi scampoli di Eduardo, che vedeva Luciano De Crescenzo ironicamente spiegarla all’Italia, e Domenico Rea raccontarne il dolore e la vivacità. Continua a leggere

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Il Papa fuma, forse perché è giovane

Lenny Belardo (interpretato da Jude Law) è un Papa con molti dubbi, divenuto Pio XIII varcando il soglio pontificio, tiene una prima omelia, gesticolando come un meridionale, e con molto ritardo sul protocollo, che sembra quella di un Lutero che beve Cherry Coke guardando il disegno di un bambino americano che chiede lumi sulla posizione di Dio, forse non trovandola su Google Maps. Continua a leggere

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Marilyn e la bibbia

In America lo sai che i coccodrilli vengon fuori dalla doccia?
E che le informazioni meteo sono prese pari pari dalla Bibbia?

Samuele Bersani

«A puntare sugli uomini, si perde sempre!» urlava il vecchio all’angolo fra l’ottava e la nona strada. Nero di pelle, bianco di barba, una campana in mano che di tanto in tanto agitava, una consumata bibbia fra i piedi; denti marci, voce ammonitrice, e una donna ferma ad ascoltarlo che si batteva mano su petto, bellissima e scalza. Ipnotizzata ascoltava le assurde frasi. Muta, lo fissava.  Pensai: È sprecata, ma non mi mossi. Aspettavo che la seduta si sciogliesse, che l’uomo smettesse di urlare e lei di ascoltarlo, che uno dei due cambiasse registro, che arrivasse un poliziotto a chiedergli conto di quella scena caravaggesca. Nulla. Un brivido ora, che segue pensiero. Le mie pupille dilatate da bellezza di donna, e le orecchie piene di frasi apocalittiche. A poca distanza da me, fra gente che sfila indifferente, auto in colonna e grattacieli che guardano il culo alle stelle, c’è un San Giovanni nero che predica e una Madonna in ascolto. Lui, infagottato e borioso. Lei, bionda, minuta, in vestito da sera. Dovrei pregare con loro? Inginocchiarmi? O seguire la donna e capirla, sedurla, amarla come da manuale? E se fossero due imbroglioni che adescano credenti strombazzando il vecchio testamento e sperando nella commozione di un uomo che ama l’arte? No, no, non c’è recita, la donna è una rosa d’estate, l’ultima. Continua a leggere

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