Archivi tag: Carletto Mazzone

I palloni della nostra Bellezza perduta

452548ef-79ae-4de4-aac2-41fea6514a6b-u333014692079404og-452x450corriere-print-nazionale1-kcec-u33301481328689vhg-656x492corriere-web-sezioni_MASTERSono emersi come reperti archeologici, anzi sono piovuti dal cielo, tornando nella piazza che era stata immaginata come campo. Tanti palloni – consumati e no, bianchi e neri, anche colorati, ne ho contati 54, quindi 54 partite interrotte – che erano stati tiri sbilenchi, imperdonabilmente calciati senza coordinazione e finiti sul tetto della chiesa San Tommaso di Ascoli Piceno. Ed è subito Costantino Rozzi, Carletto Mazzone, Vujadin Boškov, Walter Casagrande e il Corinthians, Hugo Maradona, Dirceu e persino Oliver Bierhoff, e chiunque seguisse il calcio negli anni Ottanta e poi Novanta saprebbe continuare con altri nomi, quando le squadre anche quelle lontane dai posti dove abitavi erano il principio di una passione comune. Continua a leggere

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Ancelotti, la Juventus e il compromesso Storico

Forse senza quel temporale a Perugia e senza la decisione di Pierluigi Collina, oggi, Carlo Ancelotti non sarebbe l’allenatore eccezionale che è. In quella lunghissima ora negli spogliatoi del “Renato Curi”, aspettando che smettesse di piovere e che l’arbitro-superuomo rimandasse la partita: si decise la sorte della Juventus che perse la partita col Perugia di Carletto Mazzone e lo scudetto in favore della Lazio di Sven-Göran Eriksson; l’avvenire di Ancelotti; e il suo mestiere (di vincente). Continua a leggere

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Ma, si sa, i fuoriclasse

«Io dispongo sempre bene le mie squadre in campo. Il problema è che quando inizia la partita i giocatori si muovono», diceva Alfio Basile allenatore del Boca Juniors, dell’Argentina e di molte altre squadre. Le complicazioni vengono dopo, appunto, quando tutti si muovono al ritmo del pallone, e i pensieri rimangono sulle panchine, o arrivano improvvisi ai calciatori mentre stanno tradendo il loro compito o anche mentre lo eseguono oltre ogni previsione. Continua a leggere

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I pedadori dell’arca perduta

«È il destino dell’archeologo quello di vedere frustrati anni e anni di lavoro e ricerche», dice il professore Henry “Indiana” Jones Junior nel primo film della saga di Spielberg (un mondiale vinto nel 1974), preannunciando la fatica delle partite che lo aspettano, a lui come a Pirlo vengono affidate le ricerche che siano gol o arche, a quelli come loro si chiede alla Pizzul: «di soffrire per conto della squadra o del paese» e di «mettersi a disposizione del mister o del governo», e Pirlo come un ufficiale a Caporetto tiene la linea, difende il suo confine e contrattacca, violando, senza farsi prendere le fila degli avversari-nemici. Ma quello che sa, da archeologo del pallone, è che presto tutto questo non sarà possibile, non servirà più, perché stanno arrivando i Bale. Chi sono i Bale? Continua a leggere

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