Archivi tag: Carlo Verdone

Gamberale: educazione sentimentale frou frou

Diceva Vladimir Nabokov: “La letteratura non è nata il giorno in cui un ragazzino corse via dalla valle di Neanderthal inseguito da un grande lupo grigio, gridando «Al lupo, al lupo»: è nata il giorno in cui un ragazzino, correndo, gridò «Al lupo, al lupo» senza avere nessun lupo alle calcagna”. Purtroppo, buona parte degli scrittori italiani ha bisogno del lupo per raccontare e quindi scrive perlopiù di sé. Da anni seguiamo la vita di Chiara Gamberale che, a intervalli di un anno o due aggiorna la sua piccola telenovela, si svolge tra amori e amici con tanti problemi; seguiamo con interesse la sua versione spicciola dell’esistenza con innesti di Freud frainteso e scene porno soft con accenni e ammicchi, per poi sfumare come nei cinema parrocchiali raccontati da Giuseppe Tornatore. Continua a leggere

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Borotalco di Proust

Alessandro Piperno, scrittore e professore di Letteratura, si siede sulla cattedra come un Robin Williams provando a fare Alessandro Baricco e tira giù un po’ di informalità, qualche confessione, due ricordi, ed ecco “Il manifesto del libero lettore” (Mondadori). Un saggio contro se stesso, dove prova a mettersi a capo di un ipotetico gruppo di lettori liberi, dicendo loro che un libro si può abbandonare. Lo aveva scritto anni fa Daniel Pennac prima di precipitare in una serie di libri da abbandonare. Poi dice al gruppo che i romanzi non cambiano il mondo. Ma va? Se anni di “Madame Bovary” non hanno fatto capire all’umanità che il matrimonio è inutile, nonostante la povera Emma continui a struggersi, appare evidente persino a Michele Serra che qualcosa non vada come si deve. Continua a leggere

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Er TeverOne

Sembrava una parentesi, un dettaglio, si è rivelato il suo grande colpo. Quando Guido Bertolaso era in corsa per il Campidoglio e in netto svantaggio, aveva dichiarato: «Il Tevere va bonificato perché è una risorsa fondamentale per Roma. Può diventare balneabile entro il mio mandato, i cinque anni servono tutti, e farei il bagno come Mister ok». Ma nessuno gli aveva creduto, tutti a prenderlo in giro, dal Foglio a Repubblica, Continua a leggere

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Il posto fisso è sacro

L’unica vera utopia italiana è il posto fisso. Condizione trasversale che univa l’Emilia Romagna alla Sicilia prima dell’avvento del leghismo delle partite Iva, e che ora è un desiderio clandestino come un tempo certe perversioni sessuali, per questo viene ripescata da Checco Zalone e Gennaro Nunziante in Quo vado? Parafrasando il filosofo Renzo Arbore: nella vita stai bene fino a quando sei legato alla scrivania di un pubblico ufficio, che dopo lo sdoppiamento dei telecomandi rimane una delle poche certezze del Novecento. Purtroppo è sempre più difficile conservare il posto fisso, come sa Zalone – Luca Medici – tocca lottare contro le riforme che provano a minare la tranquillità dell’uomo medio italiano. Intossicato da un ministro smanioso di lasciare il segno e trasformare in cifre e percentuali il suo attivismo, Continua a leggere

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Ma dove sono tutti?

il-regista-carlo-verdone-sul-set-del-film-io-loro-e-lara-142891Incontro Carlo Verdone sul set del suo nuovo film “Ma dove sono tutti?”, mi viene incontro uscendo da una specie di  fontana di Trevi, era in ginocchio in acqua e stava inquadrando Alessandro Baricco protagonista della storia, con Claudia Gerini, Margaret Mazzantini, Sergio Castellitto e Valerio Mastandrea. Verdone ha accettato di incontrarci in esclusiva, per raccontarci il film, a tre giorni dalla fine delle riprese. Continua a leggere

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