Archivi tag: Claudio Ranieri

I Claudio Ranieri fanno dei giri immensi e poi ritornano

Arriva dall’Inghilterra a sanare l’inverno dello scontento giallorosso, stavolta scende a Ciampino un po’ stropicciato dopo l’esonero al Fulham, ma sempre con la favola Leicester sul petto, una medaglia a garanzia. Arriva a risolvere problemi, sapendo che a Roma  «il proposito confina con l’utopia» e che – come ha scoperto il fragile Eusebio Di Francesco – «un allenatore è come un paracadutista che non sa se il paracadute si aprirà». Continua a leggere

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Leicester: cigno nero

Quando domandavano a Madre Teresa perché fosse rimasta a Calcutta, lei rispondeva: c’è sempre un posto dove puoi essere straordinario, devi solo lasciare che quel posto ti trovi. A scorrere le storie dell’incredibile squadra di calcio che ha fatto l’impresa di vincere, per la prima volta, la Premier League, il Leicester, si capisce che quello era il posto, per calciatori e allenatore. Scarti, freak, carriere al tramonto, e un normalizzatore: Continua a leggere

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Sta vincendo la favola o sta vincendo il calcio?

Poi ho visto una partita intera del Leicester. Il mio snobismo calcistico mi aveva tenuto alla larga dalla storia dell’anno, sì, avevo visto i gol di Jaime Vardy e letto le numerosissime interviste a Claudio Ranieri: il Catanzaro, la pizza, la semplicità, e tutto il corredo dove prima o poi partiva la favola di Cenerentola. Il fatto che tolto il cuore, che tanto piace ai giornali e ai tifosi italiani, c’è poco altro. Continua a leggere

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Diehard

È un testardo Stefano Pioli. Ma non uno di quei feticisti ortodossi del pallone, no, è un uomo ostinato capace di elasticità enorme quando si tratta di moduli, non di idee o d’amore, in questi casi diventa inamovibile. «Un testone, uno che quando è convinto di una cosa non cambia idea» dice di sé. Tutta la sua vita è stata decisa dalla testardaggine, a cominciare dal suo matrimonio: «Ho insistito, perseverando. Quindi è merito mio se siamo qui», rivolgendosi a sua moglie Barbara, trenta e fischia anni di complicità; così è stato per la sua carriera di calciatore, avrebbe dovuto fare il postino come suo padre e suo fratello, invece anche lì «ha insistito» ed ha avuto ragione. Dopo aver portato in B il Parma (è la sua città e la sua squadra) con un fortunoso gol su un campo di fango, contro la Sanremese, arrivò alla Juventus: Continua a leggere

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