Archivi tag: Clint Eastwood

Solo qualcosa che si impara lungo la strada [guardando “Cry Macho”]

Senza nome

Il più vincente del cinema preferisce il ruolo di perdente. Continua a leggere

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Simon Kjær, invictus

Senza nomeNel tempo immobile del dolore, Simon Kjær è stato il movimento della salvezza. Non ha avuto bisogno dell’invocazione whitmaniana – O Capitano! mio Capitano! – che i ragazzi de “L’attimo fuggente” trasformano in refrain per uscire dal conformismo, no Simon Kjær, capitano della Danimarca che oggi tutti conoscono, si è mosso con una efficienza da pronto soccorso, ha spostato la lingua di Christian Eriksen, l’ha adagiato su un lato, e poi lasciato spazio ai soccorsi, chiamando a protezione del suo corpo il resto della squadra, sembrava la “testuggine” invocata dal “Gladiatore” Russell Crowe. Non c’erano soldati romani, ma un esercito di telecamere. Poteva bastare? No, certo che no, è andato incontro alla compagna di Eriksen, Sabrina Kvist Jensen, corsa in campo, per tenerla in un abbraccio. Gli europei li ha vinti lui, con tutto il carico di epica. Continua a leggere

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Clint Eastwood in dieci punti

1) più ci pensi più hai possibilità di rovinare il film
2) con più di 6 parole è una battuta persa
3) la storia americana è più semplice di come la racconta il New Yorker
4) il jazz è il mio Charlie Parker [ciallipàkker]
5) i ponti di Madison County: come farsi perdonare da Meryl Streep anche per il voto repubblicano
6) il primo ciak è quello buono, e fanculo pure a Kubrick [è solo un film]
7) chi è il padrone di questo cesso?
8) coraggio, fatti ammazzare
9) mio figlio imparerà le crome, abbiate fede
10) voi applaudivate Spike Lee e vi siete imbruttiti, io filmavo cose giuste e ora sono uno splendido novantenne
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Una vertigine chiamata Sergio Leone

Siamo dalle parti del mito, un Omero che genera pistoleri e gangster, ecco Sergio Leone, per brevità regista. Uno che nella Roma degli anni Quaranta guardando in fondo alla ripida scalinata di Viale Glorioso, scendendo a capofitto, vedeva il vecchio west, cavalli dove c’erano carri armati americani, e messicani in fuga dove sbaraccavano i tedeschi. Un visionario, certo. Uno che faceva film su cose che non ci sono più. Favola e Storia. Fantasia e realismo, che poi il compagno di scuola ritrovato avrebbe cucito in note, quel gran genio del suo amico: Ennio Morricone. Continua a leggere

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And he was smiling

Sottratto alla velocità e al dramma “The Old Man and the Gun” è un film di genere che ci mostra l’invecchiamento del genere. Lo accompagna verso la fine, come accompagna l’ultimo ruolo (ha detto che smette, noi speriamo che ci ripensi) di Robert Redford. Nato da una storia vera – quella del rapinatore Forrest Tucker e grande evasore: Continua a leggere

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