Archivi tag: Coppa Campioni

Liverpool in the sky with diamonds

Lì, sotto i cieli blu di periferia, come ironizzavano John Lennon e Paul McCartney in “Penny Lane” raccontando la loro Liverpool senza pioggia, dove adesso Jürgen  Klopp allena, dove nessuno – calciatore o tifoso,  a meno che non sia dell’Everton – cammina mai da solo, dove il collettivismo del porto è passato tutto ad Anfield come unico esorcismo in cerca del riscatto storico, Continua a leggere

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Valdano: sueños de fútbol y sentido practico

È stato calciatore, allenatore e dirigente: Jorge Valdano, ha vinto ed è uscito dal calcio anche se ne continua a scrivere e parlare, ma di lato. Il filosofo Fernando Savater dice che: «l’autorità si ottiene per percussione o per persuasione. Violenza o argomenti seduttivi», ecco, Valdano di argomenti seduttivi ne ha un milione. Per restituire la sua figura bisogna immaginare Luis Molowny, un grande allenatore del Real Madrid, e prendere in prestito dal basket Juan Antonio Corbalán, unirli e poi immaginarli mentre citano José «Pepe» Mujica e Sun Tzu con uno come Florentino Pérez, Continua a leggere

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Allenare stanca

Cover-Calcio-Totale-250x374 (1)«Hai paura torero?» Chiede Arrigo Sacchi, in un ascensore a Barcellona, prima di un incontro con l’Espanyol, quando allenava l’Atletico Madrid. Tutto il suo calcio e la sua vita stanno in quella domanda, perché Sacchi ha sempre vissuto il campo come se fosse una arena, e le squadre avversarie come tori, fino a farsi logorare, consumare e vincere, arrivando a smettere, di troppa tensione. In “Calcio totale” (Mondadori) scritto con Guido Conti, racconta tutte quelle arene e quei tori senza mediazioni, incontri e campionati con retroscena, partendo proprio dalla sua paura, dall’estraneità al calcio, che, poi, ha cambiato, diventando uno degli allenatori e teorici più importanti nella storia. C’è tutta la sua vicenda umana dalle fabbriche di scarpe di cui era socio il papà –  al quale, in ospedale, confiderà il segreto che dalla stagione successiva avrebbe lasciato il Parma per  Milan di Berlusconi –, Continua a leggere

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52 anni dopo

Bela GuttmannNon è vero ma succede. La storia della “maledizione” di Béla Guttmann sembra roba da romanzo sudamericano, saga da Harry Potter calcistico, favola da Coppa d’Africa, invece no, torna ad ogni finale del Benfica, è una storia vera e tutta europea. Niente stregoni, solo rancore per un mancato aumento. Costato carissimo. Siamo all’ottava finale persa, con quella dell’altra sera a Torino contro il Siviglia. Continua a leggere

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Eusébio da Silva Ferreira

819025Eusebio non è stato solo un calciatore, ma anche un tempo. Il culmine di una fase del calcio portoghese che non ci sarà più, nonostante Cristiano Ronaldo. Eusébio da Silva Ferreira era un Garrincha privo di tragicità, meno finte e più gol, mai da posizioni facili, sempre dagli angoli, quasi a ricordare che lui veniva da un paese di estremità come il Mozambico. Per i portoghesi è stato pantera, perla e re, e ora leggenda. Ha portato il Portogallo al terzo posto nei mondiali inglesi del 1966, e la Coppa dei Campioni a Lisbona nel 1962 (due gol in finale), ha vinto due Scarpe (68’ e ’73) e un Pallone d’oro (‘65), undici campionati portoghesi, di cui sette da capocannoniere, titolo che ha vinto anche una volta nel Campionato del Mondo e tre in Coppa Campioni. Non si è fatto mancare niente. Continua a leggere

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