Archivi tag: Csi

Alexanderplatz mit Mozarella

Va a Berlino, Massimo Zamboni, in autostop con i passaggi democristiani – come se fosse un Nenni nella stanza dei bottoni – e con le medaglie di Lenin sul petto. Va un po’ ad occupare casa e un po’ a cercare se stesso, alla fine trova un lavoro in una pizzeria, e quello che diverrà il suo compagno di musica e gruppo: il mistico Giovanni Lindo Ferretti. Aggiungete lingua tondelliana di seconda classe, speranze comuni alla sua generazione e rivoluzione nello zaino. Ma arrivato “a quel Nord” trova fricchettoni e siciliani, con i secondi che gli insegnano veramente a vivere rispetto ai primi. Cercava la libertà, trova il rigore. “Nessuna voce dentro” (Einaudi), è un libro uscito la prima volta dodici anni fa, e riedito ora, ma che, nonostante l’editing e la riscrittura, continua a rimanere un ottimo documento privato e un pessimo libro, con schegge di scrittura da salvare e un contorno di impressioni confuse. Continua a leggere

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , ,

Suicide girl

Bevono birre e sogni, mostrano tatuaggi, capelli colorati, trucco marcato, dreadlock e almeno un piercing. Qualcuna canta e vuole diventare famosa, altre si accontentano di spogliarsi a tema e di essere l’idolo sommerso e alternativo per un pugno di adolescenti che guardano oltre la tv e il suo verbo imperante. Giocano a non essere inquadrate ma finiscono a mangiare da McDonald’s, e se insisti, scavi, a sud delle trasgressioni, le trovi. Se vai oltre l’aspetto, per qualcuna il linguaggio, vedi ragazze normali che, spogliandosi, si sono vestite di carattere, da nude hanno trovando il mondo che mancava per farle sentire in corsa. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

Falling men

Does god’s light guide us or blind us?

González Iñárritu

In occidente la maggior parte degli uomini, e soprattutto delle donne, passano il loro tempo a salvare il proprio corpo dalla decadenza. Lottano a lungo per allontanare la caduta di sé. E poi c’è chi si lascia andare perché non se la sente di lottare in attesa di. È successo anche quel giorno, l’undici settembre del 2001, a New York, nelle torri gemelle, questo conflitto si è consumato, tra chi cercava di prolungare la caduta e chi no. Tra chi ha giocato con se stesso, ingannandosi, aspettando gli aiuti, e chi non ha resistito, e si è lanciato. Li hanno chiamati vigliacchi, si sono vergognati di loro, persino i familiari, i figli, non hanno voluto riconoscere chi si era lanciato. Hanno deciso che ci voleva più coraggio a restare, li hanno trattati come se quella fosse una situazione di normalità. Come se fossero dei suicidi, come se chi si è illuso: restando, sperando, avesse avuto ragione e loro torto, perché non hanno saputo aspettare. Per me sono uomini di movimento, con una praticità che è quella di chi non ha l’illusione di Dio. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Annunci