Archivi tag: Cuba

Cuba Fatale

L’Avana sembrava più vasta, più chiara, quasi che lo spazio e la luce avessero assunto una nuova veste, che sentissero il rinnovamento, lasciandosi alle spalle il passato. I vecchi palazzi ritinteggiati e coperti dal sole, occupavano la vista e l’olfatto, bisognava infilarsi nelle strade laterali per trovare i denti guasti, le catapecchie, la decadenza che aveva regnato con i Castro. Continua a leggere

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I pesci di Hemingway

427648_574927775857755_1158297175_nA sessant’anni dal nobel, i nipoti di Ernest Hemingway sono andati a Cojimar, il piccolo villaggio di pescatori a un fischio dall’Avana che ispirò “Il vecchio e il mare”. Con loro c’era anche un gruppo di scienziati, convinti di poter accedere all’archivio marino di Hemingway. In vent’anni di Cuba, lo scrittore, pescò pesci di ogni tipo, annotandone i nomi e le caratteristiche in alcuni diari poi custoditi dal governo cubano, che non ha consentito la visione. Continua a leggere

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Nevica verso l’alto

Ahtletic Bilbao 1976-77L’Athletic Bilbao è come il calcio dovrebbe essere: una utopia di valori consolidati, che diventano bandiera di resistenza, sorretta da fede quasi religiosa, con comandamenti rigidi che il tempo prova a cambiare, riuscendoci solo in parte. Autonomia, libertà, avventura. Ogni campionato è una traversata vera. Sarà che spesso giocano sotto la pioggia, con molto vento. Sarà che il calcio basco nasce in mare, Continua a leggere

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Necesita ser idolatrado

Una vita in prima persona sovraesposta, questo era Hugo Chávez. Sopra le righe, sempre, fautore del darwinismo sociale, che ha provato a connettere l’America Latina, ad allacciarla da Cuba all’Argentina partendo dal suo Venezuela, e ci è riuscito in parte, con l’orgoglio: più in fotografia che nella realtà, più in piazza che nei bilanci di governo, più a parole che nei decreti, più nel sogno che nell’economia degli Stati. Ha avuto due sole luci, una alle spalle – Simon Bolivar –  e una (quando non c’erano le telecamere a riprenderlo) davanti – Fidel Castro. Continua a leggere

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Cuba in canottiera

Non lo abbiamo mai visto a torso nudo ma sempre in canotta, era un campione sobrio di una isola esagerata. Teófilo Stevenson, Ali cubano, pugile schierato, figlio di contadini che ha fatto del ring la sua selva. Alla fine sarà  ricordato per una comparazione che oggi non farebbe nessuno: meglio otto milioni di persone (cubane) che cinque milioni di dollari (americani). Ci credeva alle idee, più che al suo talento, ai suoi pugni, e ha fatto prevalere i sentimenti sui soldi. È morto, a 60 anni all’Avana, per un infarto, senza che si avessero notizie di pentimenti, invece continuavano a risplendere le tre medaglie d’oro olimpiche (‘72-’76-‘80) e i tre ori dei campionati mondiali (‘74-‘78-‘86), che aveva dominato. Il suo essere un pugile non professionista è solo un inganno dell’ideologia cubana, una bugia per fede (la legge cubana non prevede lo sport professionista) che gli fece perdere la possibilità di sfidare Muhammad Ali. Continua a leggere

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