Archivi tag: Diego Armando Maradona

Maradona: gli occhi della patria e i colpi di sole

Nel giochino degli status di Facebook, Maradona gioca alla rivoluzione. Dalla sua villa dubaiana si dice pronto ad essere un soldato per Nicolás Maduro, presidente del Venezuela, saltando la fase di analisi e andando dietro all’istinto, dimenticando i fatti e facendo prevalere il sogno di una rivoluzione che dai Caraibi alla Patagonia sta naufragando, sotto i colpi della corruzione e dell’assolutismo, prima ancora di quelli delle destre illiberali. Ma il Venezuela prima di essere una squadra di calcio è un paese in grande difficoltà, e le scelte di Maduro persino tatticamente sono scarse. È riuscito a consumare in poco tempo le conquiste di Hugo Chávez, a sperperare le sue idee, capovolgendo l’economia statale, e ora difende i suoi errori con le armi, sedando – senza distinzione – insurrezioni golpiste e proteste di piazza. Continua a leggere

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Soriano: una specie di Balzac argentino

Diceva di essere nato con un gatto in attesa sulla porta, il padre che fumava in cortile, e Borges e Bioy Casares a pochi isolati da lui impegnati a creare storie allucinate di don Isidro Parodi. Era il suo modo di riassumente Mar del Plata nel ‘43. Poi aveva vissuto giocando a calcio, fumando, fuggendo e tirando pietre nelle finestre dei potenti, come un bambino, senza mai perdere il sorriso. Fece il giornalista, fu costretto all’esilio dal potere di Videla, scrisse libri che lessero tutti – dai ragazzini di Buenos Aires a Fidel Castro, Gabriel Garcia Marquez e Salman Rushdie passando per Maradona –, Continua a leggere

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Il collezionista

Aristide Melluso ha finalmente realizzato il suo sogno: aprire la galleria con tutte (o quasi) le foto di persone comuni insieme a Diego Armando Maradona. Anni di ricerche, contrattazioni, in molti casi pagamenti in nero per avere lo scatto, gli hanno fatto raggiungere 23457 fotografie, che ha regolarmente appeso, con la prospettiva del mercato arabo ancora largamente scoperto, anche se a Dubai ha trovato un avvocato che per mille dollari mensili gli sta facendo avere quello che mancava. La sua contentezza per la realizzazione dell’impresa gli ha portato in dono una pressione alta che ha intralciato non poco l’inaugurazione della galleria. L’idea gli era venuta quando aveva visto la foto di Diego nella conchiglia con i Giuliano sul “Mattino”, ma non aveva ancora preso materialmente a collezionarle, cominciò a casa di Gennaro Stoppelli Continua a leggere

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Maradona: il mito che non muore

Si potrebbe dire che non aveva niente e che arrivò ad avere ogni cosa: dando tutto a Napoli. Dove gli altri avevano preso, lui restituiva. Per questo il mito di Diego Armando Maradona non muore, anzi, rifiorisce ogni volta che ci rimette piede. In una città che fa il presepe e veste i santi, che crede ai miracoli e parla con i morti, dove il sangue si raggruma e si scioglie, dove le voci sono tante e gli appiccichi pure: Maradona è un punto fermo. Accettato dalla città come modello, inglobato, masticato e venerato. La sua immagine, appesantita e affannata, sta in una linea malinconica, tra Massimo Troisi e Pino Daniele, a fermare ad aeternum gli anni Ottanta. È tutto quello che resta a Napoli, non essendo ancora riuscita a scavalcare quella linea di nazione che aveva ancora gli ultimi scampoli di Eduardo, che vedeva Luciano De Crescenzo ironicamente spiegarla all’Italia, e Domenico Rea raccontarne il dolore e la vivacità. Continua a leggere

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Fidel y Diego

Una fortuna per entrambi: due icone, due entità quasi sovrannaturali, due uomini estremi che si riconoscevano e usavano, salvandosi. Insieme si rimettevano a cercare la gratitudine pubblica con un azzardo sentimentale da padre e figlio. Diego Maradona nel 2000 era sfinito dalla droga, aveva chiuso col calcio, bordeggiato la morte e visto el barba; Fidel Castro aveva bisogno di un testimonial per la sua rivoluzione sempre più stanca; unirono necessità, desideri e orizzonti: ne venne fuori un romanzo pop. Continua a leggere

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