Archivi tag: Diego Armando Maradona

Signorini, l’ombra bianca di Maradona

B09HL421CL.01._SCLZZZZZZZ_SX500_Tutta la storia di “Diego, desde adentro” – Planeta (edizione in spagnolo, da tradurre subito) di Luciano Wernicke e Fernando Molina che aiutano Fernando Signorini a ricordare la sua straordinaria vita di preparatore atletico al fianco di Maradona, può essere riassunta con una frase scritta dal fumettista e scrittore di Rosario, Roberto Fontanarrosa: «Non mi importa quello che Diego fece con la sua vita, mi importa quello che ha fatto con la mia». Perché fin dal primo incontro a Barcellona nel 1982, quando Signorini va a vedere gli allenamenti di César Luis Menotti – del quale diverrà assistente – a spese sue, una scommessa su se stesso partendo da Lincoln, Argentina, e si ritrova un passo alla volta travolto dall’umanità di Diego Armando Maradona. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , ,

Lettera eduardiana a Maradona

262784215_5235511439799342_4129606615609560926_nCaro Diego,
abbiamo deciso: da oggi abbiamo capito che non ci vogliamo cambiare, tanto qualsiasi cosa possiamo fare non saremo mai bravi giovani. E tu, caro Diego, preparaci un bel regalo: fai stare sempre bene ad Aurelio, Edo e alla signora e pure ad Allan che ci deve i soldi e forse con quelli compriamo un terzino vero. Fai sempre che Napoli sia odiata, che il lungomare sia liberato, che non smettano gli scippi e le guerre di camorra, che spuntino sempre dei semafori come gigli in un viale dedicato a Giorgio Bocca e un nuovo video di Liberato. Diego, tu sai quanto è importante la pastiera, ma anche la tangenziale: che sia sempre ferma o con i lavori in corso, almeno due o tre volte al giorno, ovviamente nelle ore di punta. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , ,

“È stata la mano di Dio”: ‘na cosa a dicere

locandinapg1«Tutto è autobiografia, niente è una confessione», scrive Amos Oz in “Una storia di amore e di tenebraraccontando la sua famiglia, forse avrebbe dovuto utilizzarlo come epigrafe anche Paolo Sorrentino ne “È stata la mano di Dio”, evitando le domande travagliesche sulla verità – sopravvalutatissima – che ora abitano anche i critici cinematografici. Sorrentino sceglie Maradona come epigrafe e il suo: Ho fatto il possibile, come a dire questa è l’acqua. E trattandosi di acqua napoletana degli anni Ottanta, c’è tantissimo. Si comincia con un San Gennaro pop-gagà-desichiano e si finisce con un monaciello che saluta un treno come se salutasse il Rex. Magia, affetti, evocazioni, per quello che non si è visto e si inventa, o per quello che si è vissuto e lo si reinventa. Tutto il cinema precedente di Sorrentino aveva un ritmo ovattato, grandi estetismi, ricerca della scena, e ora sappiamo che doveva fare da preludio a questa eruzione di semplicità. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Tentativo di esaurimento di Maradona

Senza nome– Maradona capisce di non essere immortale.
– Maradona muore.
– Maradona è immortale.

Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , ,

Maradona e Pelé: istantanee di rock e pop art

Si può ridurre tutto a due foto? Sì, giocando. In una: Pelé si sta facendo iconizzare da Andy Warhol; nell’altra: Maradona sembra uno dei Queen. La prima è una foto di una foto che si sta scattando: c’è uno dei maggiori artisti del Novecento che sta trasformando in arte (dibattito ancora aperto) quello che nel 1977 era considerato il più grande giocatore della storia del calcio: Pelé, che è in posa col pallone, e sfodera il suo sorriso mandrakesco, poi prestato anche a John Huston in Fuga per la vittoria. La polaroid che Warhol gli sta scattando faceva parte di un lavoro commissionatogli da Richard Weisman su dei campioni sportivi che includeva: Muhammad Ali, Kareem Abdul-Jabbar, O. J. Simpson, Jack Nicklaus, Chris Evert, Dorothy Hamill, Willie Shoemaker, Rod Gilbert e Tom Seaver. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , ,