Archivi tag: Dino Risi

Dopo “Il sorpasso” l’estate non è stata più la stessa

Senza nomeUna spider e due solitudini che s’incontrano. Roma, inizio anni Sessanta, zona Balduina, quartiere di strade lucide e palazzi appena tirati su in occasione dei giochi olimpici, deserto causa Ferragosto. Nasceva la nuova Italia, analizzavamo per poi riderne i nostri difetti. La ricerca delle sigarette e poi di un posto dove mangiare, diventano un viaggio da Roma in su, lungo l’Aurelia, fino a Castiglioncello, con l’estate a guardare. Continua a leggere

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Arpino: minoranza da lettere scontrose

L’Italia degli anni Sessanta del Novecento è, probabilmente, il momento più alto del secolo, per quanto ci riguarda,  almeno per immaginazione e produzione, per politica e dibattito, per cinema e scrittura, per possibilità e libertà, tanto che è irriproducibile. Ma quello che possiamo ancora recuperare e che ci arriva improvviso da diario di quel tempo, un reportage del contesto e delle figure che si muovevano all’interno, è una fotografia di quel decennio, fornita da uno scrittore di confine con tanto vento dentro le pagine. Giovanni Arpino, con le sue “Lettere scontrose” (minimum fax) una raccolta in volume della  rubrica che tenne per il settimanale “Tempo”. Continua a leggere

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Calciomercato: noia, supervalutazioni e piccoli Omero

Un tempo il calciomercato era come i fuochi sulla spiaggia: intorno si sognava, si mischiavano postazioni e desideri, e soprattutto nascevano cose, persino famiglie, c’erano le canzoni di Battisti e c’era Maradona, ma ora quel fuoco è spento, quella fiamma langue, e pure noi ci annoiamo tantissimo e in giro neanche un attaccante per chiacchierar. Continua a leggere

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Fognini: l’ultimo tra i dissipatori indolenti

Caratteristiche degli italiani nella versione “geni chiusi nella lampada” che lasciano uscire solo sporadici e improvvisi segnali di fumo: accentuato narcisismo fino alla creazione di giornate no; vette di isterismo capaci di demolire anche il più innamorato degli ammiratori; tecniche varie di dissipazione con grande autorità nel calarsi in pozzi di sconfitte e angoli morti; una idea lunare del proprio sport o arte; e l’indolenza come categoria sovrana; a margine per le interviste singole o collettive l’ammissione di debolezze varie, vizi privati che non diventano pubbliche virtù, scorci di conflitti familiari veri o presunti, un possibile orizzonte meraviglioso lasciato agli altri per eccesso di egoismo verso se stessi, intorno: sudore, speranze – deluse in larga parte –,capacità eccelse e partite persino memorabili, in fondo in fondo a fare due conti: qualche vittoria, significativa, se capita. Continua a leggere

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Taibo II: la redenzione comincia a Napoli

Napoli come città del perdono, che tutto assolve anche il più infame dei peccati. Per questo, Paco Ignacio Taibo II in “Redenzione” (La Nuova Frontiera), la allaccia al Messico, giocando col tempo, la storia e la geografia. È la menzogna che fa vivere i romanzi, quella che diventa credibile agli occhi del lettore, e Taibo lo sa, in lui vive il rimbombo di un continente, quello di lingua spagnola: slabbrato, scalcagnato ma sempre vivo; Continua a leggere

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