Archivi tag: Domiziana

Fuoco blù

FIRE_1Song’ tre anni che appiccio machine ‘ra polizia, vago ‘ngenziando come ‘nu cane ra’ presa pel’autogrill, aqquadro la situazione, mi annascuo, quanno i maccaroni scengono a pigliare ‘o cafè, li posteo e come trasono, ci piscio una tanica di benzina e rongo fuoco. È ‘na fatica ‘o saccio, ma vulite miettere ‘a soddisfazione ‘e verè ‘e fiamme che arravogliano ‘o blù? Tengo un metodo che è cchiù meglio ‘re paranze, con la machina in moto scenno e faccio ‘u fatto, aroppo sgommo e vago via cantando comm’ a Modugno a uso mio, però: nel blù delle fiamme | e ancora cchiù blù | ci sta Vicienz’ ‘o piezz | che ti appiccia tutto ‘o riest. Non addomandatemi quelle cose da mierici: pecché ‘o fai, che te ne viene, e chellate cose che mi abboffano la vuallera, ‘o faccio pecché tengo lo stomaco di appicciare, Continua a leggere

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Alta Moda Vaticana

wNelle catacombe romane si è svolta la prima sfilata d’alta moda Vaticana, e per l’occasione si sono ricomposti i pezzi di stoffa intrisi di sangue di Giovanni Paolo II, cuciti da Armani. Le vesti papali dell’attentato in piazza San Pietro. Visti i frequenti furti dei pezzetti, la diffusione e il mercato nero, Papa Francesco ha deciso di farne una sola unica reliquia tenuta insieme da ago filo e mani di Armani (sì le mani dello stilista resteranno sul vestito per devozione, ad asportarle sarà il professore Lanzetta che poi gli cucirà quelle di un giovane portiere ghanese), il tutto sarà esposto nella basilica di San Paolo a Roma. Continua a leggere

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La Domiziana e le sue figlie

Ciriello_vangelo300dpiLa Domiziana è una strada vollente, di fianco tiene ancora i campi e pure la gente che li zappa, e in mezzo alle macchine che fujono trovi le negre. Madonne pittate che aspettano ai loro Giuseppe sotto oleandri che puzzano come arbremagic scaduti. La compagnia ce la fa la munnezza, a quelle che vanno bene, alle altre ci sta la terra che le macchine aizano, e loro spaparanzate cosce all’aria, assettate sopra i materassi sguarrati o ’ncoppa ’e bidoni cappottati, sotto i piedi si annascuano buste di plastica coi nomi dei supermercati di qua attorno, dentro ci stanno i plasmon o i pavesini e l’acqua Tenerella, dentro i tubolari dei cartelli pubblicitari (che mmò ci sta quella faccia di cazzo di Tommaso Cozzolino, candidato all’Europa, isso che manco è mai andato a Milano) loro ci appizzano, come le formiche, i preservativi, e se dove stanno assettate il sole le appiccia, allora araprono un ombrello colorato che certe volte mi parono davvero delle madame, che poi quando passo piano e le guardo in faccia mi fanno le moine, ma io ’o saccio che si cacano sotto, si mettono appaura che i clienti non le vedono e non se le chiavano e allora quelle stronze si sbracciano. Continua a leggere

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