Archivi tag: Eduardo De Filippo

In cucina

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De Crescenzo: socratico-maradoniano

Voleva fare il cantante, ma ha avuto tre vite che l’hanno portato altrove, non senza compagnia musicale: ingegnere, scrittore, regista. Luciano De Crescenzo – oggi quasi novantenne – è tra i pochi ad aver davvero acchiappato Napoli, sulla pagina, nello schermo e prima con la fotografia. Un grande amore, che, forse, solo Isabella Rossellini è riuscita a interrompere a tratti – creando piccole distanze ogni volta che tornava – quello tra la città e l’ingegnere che raccontava la filosofia al popolo. Continua a leggere

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Mimmo Paladino e il cosmocalcio artistico

Adesso che il Napoli attraverso i suoi movimenti crea geometrie, che ogni azione è una vertigine di gesti, e che ogni spazio ha una impalcatura di pensiero, è giusto parlarne con un grande artista come Mimmo Paladino. Pittore, scultore, incisore, ma soprattutto uno dei pochi ad avere un linguaggio proprio, radicato, non artefatto. Una forza della natura, che diventa segno, contraddistinguendosi. Fuori dai meccanicismi della riproducibilità, oltre la banalità dell’ideologia, Paladino rappresenta la libertà di essere se stessi, senza condizionamenti di tempo. Capace di elaborare una risposta singolare, impeccabile, includente. Continua a leggere

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Maradona: il mito che non muore

Si potrebbe dire che non aveva niente e che arrivò ad avere ogni cosa: dando tutto a Napoli. Dove gli altri avevano preso, lui restituiva. Per questo il mito di Diego Armando Maradona non muore, anzi, rifiorisce ogni volta che ci rimette piede. In una città che fa il presepe e veste i santi, che crede ai miracoli e parla con i morti, dove il sangue si raggruma e si scioglie, dove le voci sono tante e gli appiccichi pure: Maradona è un punto fermo. Accettato dalla città come modello, inglobato, masticato e venerato. La sua immagine, appesantita e affannata, sta in una linea malinconica, tra Massimo Troisi e Pino Daniele, a fermare ad aeternum gli anni Ottanta. È tutto quello che resta a Napoli, non essendo ancora riuscita a scavalcare quella linea di nazione che aveva ancora gli ultimi scampoli di Eduardo, che vedeva Luciano De Crescenzo ironicamente spiegarla all’Italia, e Domenico Rea raccontarne il dolore e la vivacità. Continua a leggere

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L’estate? E chi l’ha vista mai

Patrizio OlivaQuando gli chiedo dell’estate, Patrizio Oliva, fa un gesto eduardiano, prima mima il che vuoi – la mano chiusa a peperone e il braccio dondolato in modo interrogativo – e poi lo trasforma – in un attimo, portando la mano alla bocca – in quello della fame. Nell’unione dei due gesti ci sono la sua biografia e la sua Napoli. E con le mani – anzi con una mano – è diventato medaglia d’oro a Mosca nell’80 e poi campione del mondo dei superleggeri (1986) passando per il titolo italiano e quello europeo (welter e superleggeri). Quando la boxe aveva poche categorie e molti pugili; oggi ha molte, troppe, categorie e pochi pugili. Continua a leggere

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