Archivi tag: Emir Kusturica

Maradona: gli occhi della patria e i colpi di sole

Nel giochino degli status di Facebook, Maradona gioca alla rivoluzione. Dalla sua villa dubaiana si dice pronto ad essere un soldato per Nicolás Maduro, presidente del Venezuela, saltando la fase di analisi e andando dietro all’istinto, dimenticando i fatti e facendo prevalere il sogno di una rivoluzione che dai Caraibi alla Patagonia sta naufragando, sotto i colpi della corruzione e dell’assolutismo, prima ancora di quelli delle destre illiberali. Ma il Venezuela prima di essere una squadra di calcio è un paese in grande difficoltà, e le scelte di Maduro persino tatticamente sono scarse. È riuscito a consumare in poco tempo le conquiste di Hugo Chávez, a sperperare le sue idee, capovolgendo l’economia statale, e ora difende i suoi errori con le armi, sedando – senza distinzione – insurrezioni golpiste e proteste di piazza. Continua a leggere

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Maradona: il mito che non muore

Si potrebbe dire che non aveva niente e che arrivò ad avere ogni cosa: dando tutto a Napoli. Dove gli altri avevano preso, lui restituiva. Per questo il mito di Diego Armando Maradona non muore, anzi, rifiorisce ogni volta che ci rimette piede. In una città che fa il presepe e veste i santi, che crede ai miracoli e parla con i morti, dove il sangue si raggruma e si scioglie, dove le voci sono tante e gli appiccichi pure: Maradona è un punto fermo. Accettato dalla città come modello, inglobato, masticato e venerato. La sua immagine, appesantita e affannata, sta in una linea malinconica, tra Massimo Troisi e Pino Daniele, a fermare ad aeternum gli anni Ottanta. È tutto quello che resta a Napoli, non essendo ancora riuscita a scavalcare quella linea di nazione che aveva ancora gli ultimi scampoli di Eduardo, che vedeva Luciano De Crescenzo ironicamente spiegarla all’Italia, e Domenico Rea raccontarne il dolore e la vivacità. Continua a leggere

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Le donne di Maradona

Più di Pelé, meno di Best: le donne di Maradona. Una serie, il cui prototipo è Claudia Villafane: primo amore, prima moglie, madre putativa di Diego e madre naturale di Dalma e Giannina – le due figlie –, compagna, amica, manager, infermiera e molto altro. È il testimone mai sentito da  agiografi e biografi, è la relazione di minoranza sempre trascurata, un caveau sentimentale che custodisce i segreti di Diego, poi c’è la scia (rubia) bionda o quasi tutta bionda: Continua a leggere

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Il blues del Po

Il Po è un blues per uomini soli, orfani di un mondo scomparso. A cantare è la voce di un pazzo, che attraversa paesi e città irrompendo nel silenzio di sperduti borghi, tenendo compagnia, volando nei campi, riempiendo giorni e notti: fra il frinire delle cicale, gracidar di rane e sgasi di trattori che arrancano rivoltando zolle di terra dura. Il suo è un lamento penetrante, nenia, che ricorda errori fatti, donne perdute, pesce cercato invano. È la vita che passa e gira, si perde e ritorna, sinuosa e incurante, specchio, sputo, ladro, giudice, testimone, accusa. Processo a cielo aperto, udienza continua, spada, mattini di nebbia e infiniti pomeriggi di sole. Piano piano entri nel suo lamento e in quello della sua gente. Devi stargli intorno come un chierichetto col parroco, assecondarlo, capire il rito, avere fede, e poi se hai cuore e fiato di stargli anche dietro senza perderti: impari ad ascoltarlo, e ne rimani rapito. Unisce più di uno stato, si porta dietro il fascino di una religione, ma a capirlo sembrano rimasti in pochi. I suoi 650 chilometri di bellezza negli ultimi trenta anni sono diventati una ferita, e tutti quelli che si avvicinano domandano solo del suo stato di salute, incuranti di quello che ha generato, ignorando le storie, le esistenze che trascina, le emozioni e le attese che ancora fortemente suscita. Continua a leggere

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