Archivi tag: Estate

C’era una volta Scauri

Solido nel corpo, deciso nelle azioni, Antonio Franchini è un direttore d’orchestra – nel senso sveviano – che sa dirigere i tempi che evoca e quelli che inventa. Dopo 29 anni a Segrate, che lo hanno portato a capo della Mondadori, è passato a dirigere Giunti. È uno scrittore di movimenti, per ogni sua storia c’è uno spostamento con assunzione di responsabilità che ci viene raccontata su più piani. Scisso tra quello che produce come editor e quello che scrive, tra l’Italia del sud che l’ha generato e quella del nord che l’ha formato. Alla fine è diventato colto, razionale e distaccato, come auspicava in uno dei suoi primi libri. Un uomo in equilibrio, che, con tono orientale, apparecchia vicende e attori, in circolarità. Continua a leggere

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Innamorarsi a Tagliacozzo

Per il cinema era quello della tivù, per la tivù era troppo avanti, al punto di essere sempre contemporaneo. «Appaio ai giovani insonni che avrebbero tutto il diritto di ignorarmi». Ugo Gregoretti: regista, autore tv, pedagogo, antropologo, girava l’Italia con l’inganno al collo, quel microfono che ha fatto raccontare a moltissimi italiani passioni e illusioni. Elegante, ironico, mai sopra le righe, di una gentilezza unica che comincia nei modi e finisce – avvolgendoti – nel linguaggio, un italiano perfetto. Criticava costumi e svelava il carattere degli italiani, dai più famosi a quelli più lontani. Riuscendo a non essere mai catalogabile. Continua a leggere

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Odio L’estate

La capacità di non prendersi mai sul serio e lo sguardo a cercare la parte comica delle cose per raccontarle. Amleto De Silva, scrittore-disegnatore-criticodicostume ricorda il disincanto di Bennie Salazar l’ex musicista punk tra i protagonisti de “Il tempo è un bastardo” del Pulitzer Jennifer Egan. Continua a leggere

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Vessicchio, le mucche del Wisconsin e il basilico

Dove Archimede chiedeva un punto d’appoggio, Peppe Vessicchio cerca una connessione tonale. Potrebbe essere un personaggio di Daniele Del Giudice, uno che gira per le strade a sistemare note, inseguendo l’armonia totale. Musicista-compositore-direttore-d’orchestra, è un illuminista capace di attraversare il Festival di Sanremo e i talent, saltare dalle canzonette alle opere classiche; uscirebbe indenne da qualunque situazione, perché è già altrove: tra Max Planck e Dmitrij Šostakovič. Anche se tutto è cominciato in una stanza al Rione Cavalleggeri. Con suo fratello che comprava dischi e sperimentava strumenti da autodidatta. Lui gli andava dietro con una batteria. Continua a leggere

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Conto a estati, non a anni, il tempo

Nell’estate del 1959 Pierpaolo Pasolini percorse in auto le coste italiane da Ventimiglia a Trieste, per conto del settimanale Successo, “La lunga strada di sabbia” si chiamava il suo reportage che uscì in tre puntate. C’erano le spiagge, i nostri mari, la gente, i suoi amici e la spensieratezza di un poeta, leggero, quasi affrancato dalla sua tragicità, distante dal dolore che – doveva accompagnarlo in futuro –, scorrazzava per le strade italiane. Aveva già cominciato ad accusare e l’Italia a processarlo per le sue opere, ma non era ancora diventato un perenne imputato, come succederà in seguito. «Conto a estati, non a anni, il tempo», scrisse a Silvana Mauri, e quando si trattò di parlare di sé defunto in un Coccodrillo nel 1968: «quelle notti erano notti estive e il suo amore per l’estate / fu forse il sentimento più forte della sua vita». Continua a leggere

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