Archivi tag: Eusebio

E se Ronaldo fosse passato al Napoli?

Ogni volta che Cristiano Ronaldo segna, Andrea Agnelli ricorda al Napoli i suoi debiti. Anche Massimiliano Allegri non si risparmia, fin dall’estate contesta alla squadra di Carlo Ancelotti l’abbandono del bel gioco in funzione di una impalcatura che regge quello di Ronaldo, nell’ultima conferenza stampa, dopo la tripletta del portoghese in Champions League contro l’Atletico Madrid, ha parlato di “Schiavi che lavorano per il faraone”. Continua a leggere

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Dagli ombrelloni all’Europa

La triangolazione che porta Eusebio Di Francesco dal campo alla tribuna e poi alla panchina, racconta il suo distacco e dice il contrario rispetto al verbo sacchiano che adotta in campo: corti e intensi. Invece lui, sembrava un fiume che temeva di diventare mare. Aveva chiuso col calcio – ultima stagione a Perugia –, non pensava di allenare, ma era il cattivo del centrocampo (il buono era Tommasi) di Fabio Capello nella Roma che vinse lo scudetto nel 2000-01, davanti c’erano i belli Batistuta e Montella, e Rossella Sensi insieme a Francesco Totti – che aveva diviso quattro anni con lui in poco spazio – si ricordarono del centrocampista e quando si trattò di scegliere un dirigente affidabile lo chiamarono. Continua a leggere

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Ronaldo-Messi, rivali in grandezza

imagesHanno portato la velocità nel calcio a una dimensione ultraterrena, e ora stanno spostando anche il numero di gol che si possono segnare: da pallone a cifre da flipper. Come attestano le gazzette: Cristiano Ronaldo e Lionel Messi sono gli uomini in più, e prima ancora i calciatori che più macinano: gol. Ronaldo è in testa alla Liga con 20 gol, Messi è a 10 ma ha appena battuto il record di Telmo Zarra, calciatore basco, che fino a qualche giorno fa con 251 gol era il maggior marcatore del campionato spagnolo. Messi è andato a 253, con i suoi guizzi serpigni, le sue palle piazzate negli angoli, le sue punizioni maradoniane. Continua a leggere

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52 anni dopo

Bela GuttmannNon è vero ma succede. La storia della “maledizione” di Béla Guttmann sembra roba da romanzo sudamericano, saga da Harry Potter calcistico, favola da Coppa d’Africa, invece no, torna ad ogni finale del Benfica, è una storia vera e tutta europea. Niente stregoni, solo rancore per un mancato aumento. Costato carissimo. Siamo all’ottava finale persa, con quella dell’altra sera a Torino contro il Siviglia. Continua a leggere

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