Archivi tag: Fabio Capello

Cina e altri inganni

Quando Ezequiel Lavezzi si risvegliò nella clinica Svizo-cinese di Shanghai: non poteva ancora vedere la sua nuova faccia, ma di fianco al suo letto il funzionario Yu Hua – delegato del partito per il progetto “Crocevia” – gli annunciava la riuscita dell’operazione, mentre appoggiava sul comodino i suoi nuovi documenti: passaporto, tessera sanitaria e soprattutto le nuove carte di credito, con l’aggiunta premio per l’adesione al progetto. Stava per cominciare la sua nuova vita, quella da Po Cho, Continua a leggere

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Higuain: un labirinto di passi per selciati alieni

Si potesse applicare la ragione al gioco, si arriverebbe a sapere perché un calciatore segna e ribalta: partite e stagioni, o non segna e delude. E di come l’improvvisazione prevalga sugli schemi, meglio riassunta da Manlio Scopigno in: «date la palla a Gigi Riva». In questa lunga storia dei gol di Gonzalo Higuain non c’è ragione – o forse sì, Continua a leggere

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Una sostanza sottile

È l’allenatore di passaggio: se fa bene c’è sempre uno migliore che deve arrivare, se fa male non ha nemmeno il tempo di respirare. Roberto Donadoni difende come Capello, attacca come Sacchi ed ha la dignità di Zoff, dove sta il difetto? Forse nei toni, o nell’eccesso di silenzio, persino quando si incazza lo fa dentro di sé, bisogna guardargli le espressioni del viso e non aspettarsi un discorso da barricata. Continua a leggere

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Berlusconi: 30 anni di Milan e un solo dubbio

È anche vero che Berlusconi solo una volta ha accettato un tutor, un centrocampista di respiro internazionale, anche se in là con gli anni: Renato Ruggiero, che arrivava in prestito dalla Juventus su diretta imposizione di Gianni Agnelli, per fare il ministro degli Esteri e coprire la fascia Confindustria, un prestito con riscatto poi non realizzato. Quella scelta era figlia di un’altra, politica, rinunciare a malincuore all’argentino Claudio Daniel Borghi su diretta richiesta di Arrigo Sacchi, in funzione di Angelo Colombo: cedere in fantasia per guadagnare in pragmatismo. Scettico aveva assecondato la richiesta di Sacchi, scoprendo di aver torto, visti i risultati, anche se per anni ha continuato a chiedergli: «è sicuro?» proprio come il dottor Christian Szell (Laurence Oliver) ripete a Babe (Dustin Hoffman) ne Il maratoneta. Continua a leggere

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Dagli ombrelloni all’Europa

La triangolazione che porta Eusebio Di Francesco dal campo alla tribuna e poi alla panchina, racconta il suo distacco e dice il contrario rispetto al verbo sacchiano che adotta in campo: corti e intensi. Invece lui, sembrava un fiume che temeva di diventare mare. Aveva chiuso col calcio – ultima stagione a Perugia –, non pensava di allenare, ma era il cattivo del centrocampo (il buono era Tommasi) di Fabio Capello nella Roma che vinse lo scudetto nel 2000-01, davanti c’erano i belli Batistuta e Montella, e Rossella Sensi insieme a Francesco Totti – che aveva diviso quattro anni con lui in poco spazio – si ricordarono del centrocampista e quando si trattò di scegliere un dirigente affidabile lo chiamarono. Continua a leggere

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