Archivi tag: Fausto Coppi

L’ultima cena del principe della zolla

Le ultime parole scritte da Giovanni Luigi Brera, nato l’8 settembre 1919 a San Zenone Po, furono per Ambrogio Luigi Pelagalli da Pieve Porto Morone. Era la sera del 19 dicembre del 1992 e al ristorante il Sole, a Maleo, si erano visti, Brera c’era andato a mangiare il ragò d’oca, con convocazione del Pelagalli a metà cena e dopo la chiacchierata si era scritto sul taccuino che avrebbe dovuto parlare dell’ex calciatore del Milan di Rocco a Braida e Galliani. Come accaduto al tennista Michael Joyce con David Foster Wallace erano annodati per sempre da uno scritto. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Fausto Coppi: voci, lingue, facce per una macchina unica

Comincia la madre, e dopo vengono su le altre voci: il padre, il fratello, gli avversari, i maestri, i gregari, le spose, i figli, i meccanici e via così, un coro, come una corsa in bici che attraversa il tempo e i paesaggi e dove ognuno fa la sua parte, e poi il campione vince e alla fine parla. “Il suo nome è Fausto Coppi” (Einaudi) di Maurizio Crosetti, è un incastro, un romanzo a tappe e facce e lingue e storie che ricostruisce quella del Campionissimo. È come se lo montassero un pezzo alla volta, di bici e corpo, fino a formare una cosa sola, una macchina non bella e nemmeno perfetta ma unica, che crea una intimità mitologica: quella con la Storia. Una catena di parole e sentimenti che ripercorrono i fatti e mettono ordine in una vita esposta, che prima si conosceva a memoria, e di cui oggi arriva una eco stinta. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Mario Fossati, Fausto Coppi e la vita

Una notte, in treno, Fausto Coppi, tornando dal tour che aveva perso, disse al cronista ragazzino (Mario Fossati): «Caro Mario, ricordati: nella vita si ottiene tutto prima o poi. Ma tardi e male». C’è tutto Coppi in questa frase, e tutto Fossati, uno straordinario testimone dell’Italia sportiva e non: migliore in assoluto. Restituita con un linguaggio moderno, limpido, perfetto. Fossati non raccontava, fischiava. Era sopravvissuto alla campagna di Russia, per questo al ritorno amò tanto la spensieratezza degli ippodromi e la bellezza dei cavalli, andò dietro ai ciclisti e si perse per le strade, guardò salire sulle cime l’amico Walter Bonatti, bevendo con Nereo Rocco. La Gazzetta dello Sport lo “prese” perché abitava vicino a Fiorenzo Magni, e lui divenne la parte giudiziosa di Gianni Brera, mentre raccontava in auto le gare a Cavanna, il massaggiatore cieco di Coppi, mostrandogliele. Fossati era fatto di parole, che distribuiva con parsimonia e giustizia, mai una di più, mai una di meno, un equilibrio tra fatto e racconto. 

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Marco Pantani, piccolo Charlie Parker

PANTANIPassò, soffrì, cadde, si alzò, tornò, vinse, ricadde, cercò di alzarsi di nuovo, barcollò e poi infilò una strada sbagliata. Una via crucis. Quando Marco Pantani salì sul trono del ciclismo mondiale staccando Ullrich lungo le salite del Galibier, sotto grosse gocce d’acqua con i fari delle moto a fargli luce, alzandosi e trascinando con sé l’Italia ferma a Felice Gimondi, tutti capimmo che la vita non è facile per nessuno, nemmeno per chi vince. Il ciclismo insegna oltre che diverte. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , ,