Archivi tag: Film

Tel Aviv on Fire: il segreto è l’ascolto

Si può fare. Si-può-fare. Parlare di Israele e Palestina, del conflitto, delle diversità, ironizzando, giocando con l’hummus i pomodori e i fischi, i check-point, il muro e le ottusità. In fondo era quello che faceva il cinema italiano, la commedia può cannibalizzare tutto e restituirci il dolore con le risate, basta saper scrivere. Il film – da vedere subito – è “Tutti pazzi a Tel Aviv” (è del 2017 ma in Italia è arrivato tardi), perché si ride, perché c’è ritmo, perché poi citerete le battute anche se non sapete che cosa hanno trattato israeliani e palestinesi a Oslo. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

Botte di discrezione

È difficile scrivere del film sull’omicidio di Stefano Cucchi, “Sulla mia pelle”, di Alessio Cremonini, perché appena si prova a muovere una critica all’opera, scatta il ricatto d’insensibilità o peggio di mancata comprensione per la tragedia, raccontata con una regia scarna e basata su una sceneggiatura che ha tenuto conto del profilo del ragazzo, della sua ostinazione. Alessandro Borghi – che interpreta Stefano – se l’è scritto addosso, come da titolo, livido dopo livido, respiro affannoso dopo respiro affannoso, dolore dopo dolore, lamento dopo lamento, restituendoci carattere e sguardo – quello che era mancato alle cronache giornalistiche –, portandoci per forza di cose alla commozione, soprattutto quando in un involontario ultimo desiderio chiede della cioccolata, nella sua notte definitiva, o nelle conversazioni notturne con un altro detenuto che bordeggiano i deliri, per questo divergendo dalla normalità che opprime il film. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Da canaro a dogman: il male al ribasso

Sul bancone c’erano quattro dita, le orecchie, parte delle labbra e del naso, la lingua, i testicoli e il pene di Giancarlo Ricci, ex pugile, che giaceva supino: braccia e gambe divaricate e incatenate, mentre Pietro De Negri detto “il canaro” gli urlava: «Mamma mia come t’hanno conciato male! E chi è stato sto figlio de mignotta?». Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , ,

Soggetto per Woody Allen

Ammesso che gli lascino girare ancora film, ho un grande soggetto per Woody Allen: Una attrice ex moglie di Frank Sinatra torna dal cantante per chiedergli di far uccidere dalla mafia italoamericana uno dei più grandi registi di Hollywood, che incidentalmente è anche suo marito, la cui colpa è di essersi innamorato della sua figlia adottiva, della moglie (serve un grande flashback). Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , ,

L’ultima zuppa

L’indirizzo era 405 East sulla Tredicesima Strada, angolo con la Prima, Lower East Side di Manhattan, dove sembrava fosse piovuta ruggine, sulle case basse e le scale antincendio. Uno stabilimento industriale trasformato in loft di lusso, lui c’era arrivato con l’assegno di un milione di dollari ricevuto dall’Università di Stanford in cambio del suo archivio. Finalmente poteva avere una grande cucina da ristorante per sperimentare, mescolare e soprattutto divertirsi con gli amici. Ora le sue liste della spesa, che precedevano i suoi pranzi, con la firma in calce, stanno sotto teca, e chi c’era alla sua ultima cena lo racconta nel film che ricostruisce la sua storia: “L’ultima zuppa di pesce”, un film del regista filippino Anthony Cholo Madsen che mette insieme le ore finali del poeta Allen Ginsberg, presentato al Tribeca Film Festival e molto applaudito (purtroppo in Italia ancora non c’è un distributore). Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,