Archivi tag: Film

Padrino, don’t preach

1. Insieme alla Bibbia alla Torah e al Corano, il Padrino spiega il mondo, ma con più attualità e più tradimenti.
2. Siamo stati tutti Sonny una volta nella vita: irruenza, istinto e per fortuna nessuno c’ha sparato. Chi non è stato Sonny non è mai cresciuto e non sa cosa si è perso.
3. Invece di contare la vostra età per candeline e cerchi concentrici nel tronco, potresti limitarvi a contare i Tessio.

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40 anni di “Ricomincio da tre” – Quando c’è Troisi c’è tutto

1. Napoli terremotata, da un palazzo Troisi entra in scena, uscendo dal teatro per sempre, irrompendo sullo schermo, chiamato a gran voce dai suoi coetanei e da chi parlava la sua stessa lingua.
2. Non sapremo mai quali sono le tre cose che gli sono riuscite prima di ricominciare.
3. Un vaso di rara bruttezza, che ognuno avrebbe potuto dimenticare, ma è passato alla storia per un prodigio mancato.

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Lo dico sempre: non c’è nessuno come Indiana Jones

1. Se Harrison Ford non rischia quattro volte la vita nei primi dieci minuti, non è un film di Indiana Jones.
2. Il padre nei film di Spielberg scompare sempre: come fare cinema risparmiando sulla psicoterapia.
3. L’esperto sul campo che Indy conoscerà per la missione, tenterà di ucciderlo per tutto il resto del film. Un monito a rifiutare appalti esterni. Continua a leggere

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Trent’anni di “Mediterraneo” – Blues

1. Perché la guerra, come l’Erasmus, ti fa capire che hai perso tempo all’estero. Per un programma non tuo.
2. Salvatores aveva intuito, prima di tanti altri, che Bisio sarebbe stato il primo a disertare la bellezza e l’amicizia.
3. Nelle isole a sud c’è la salvezza, dove la pittura è cinema per intenditori e le chiese ortodosse sono meglio di Cinecittà.

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Soggetti per film come almanacchi

“L’affittacani” /1

Durante il regime coronavirus a Roma il signor Attilio Meniconi, ragioniere in pensione, vedovo, affitta i suoi due cani (taglie diverse un alano e un pinscher) agli inquilini del palazzo per farli uscire con giustificazione richiesta dal governo. Intorno all’affitto dei cani si creano diverse storie, quando la signora Giulia Nascinbeni perde il cane Lallo, quello di taglia piccola, tutto cambia perché il solerte vigile Renato Mascheroni scopre che il cane non è della signora Giulia che lo usava non solo per uscire ma per incontrare il magistrato Ermete Secchia, seguono vari esercizi di autorità e tentativi di chiuderla alla buona, ma niente, perché il cane Lallo non si trova (è sfuggito alla presa poco salviniana della signora Nascinbeni correndo libero per Roma). Attilio Meniconi viene scoperto come affittacani, il giro dei coinvolti è di un palazzo intero e nelle confessioni, al cospetto del commissario Manlio Calzoni, vengono fuori gli intrecci amorosi e i traffici: soprattutto uno, quello dei falsi permessi per visitare i genitori anziani e inesistenti del Meniconi. Ma quando tutto sembra precipitare, arriva la fine del contagio, il coronavirus è improvvisamente scomparso, e Lallo si ripresenta al palazzo. Continua a leggere

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