Archivi tag: Film

Belfast: disunitevi e moltiplicatevi

locandinaÈ il 1969, nell’Irlanda del Nord, Buddy (Jude Hill/notevolissimo) ha dieci anni, un mucchio di domande, deve scalare i banchi della sua classe per arrivare alla biondina che sente di amare, vuole andare sulla luna, giocare a calcio, e risolvere i problemi di matematica. Sua madre (Caitríona Balfe) è ossessionata dalle tasse, sua nonna (Judi Dench) nasconde il suo cuore, suo nonno (Ciarán Hinds) è un minatore con l’ironia giusta, suo padre (Jamie Dornan) lavora in Inghilterra e torna ogni due settimane. Loro sono protestanti, ma nella strada ci sono anche i cattolici, e sembra un western, come quelli che il ragazzino vede in tv con suo fratello. Kenneth Branagh (sceneggiatore, regista e co-produttore) disegna un film, Belfast, con la geometria sghemba e il bianco e nero di Vivian Maier, e lo avvolge con la musica di Van Morrison, ogni inquadratura bordeggia la compiutezza, i dialoghi sono cuciti perfettamente, non c’è nulla fuori posto, non c’è indugio, non ci sono sbavature, è un film che non porta pesi pure raccontando una storia pesantissima. Continua a leggere

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“È stata la mano di Dio”: ‘na cosa a dicere

locandinapg1«Tutto è autobiografia, niente è una confessione», scrive Amos Oz in “Una storia di amore e di tenebraraccontando la sua famiglia, forse avrebbe dovuto utilizzarlo come epigrafe anche Paolo Sorrentino ne “È stata la mano di Dio”, evitando le domande travagliesche sulla verità – sopravvalutatissima – che ora abitano anche i critici cinematografici. Sorrentino sceglie Maradona come epigrafe e il suo: Ho fatto il possibile, come a dire questa è l’acqua. E trattandosi di acqua napoletana degli anni Ottanta, c’è tantissimo. Si comincia con un San Gennaro pop-gagà-desichiano e si finisce con un monaciello che saluta un treno come se salutasse il Rex. Magia, affetti, evocazioni, per quello che non si è visto e si inventa, o per quello che si è vissuto e lo si reinventa. Tutto il cinema precedente di Sorrentino aveva un ritmo ovattato, grandi estetismi, ricerca della scena, e ora sappiamo che doveva fare da preludio a questa eruzione di semplicità. Continua a leggere

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Solo qualcosa che si impara lungo la strada [guardando “Cry Macho”]

Senza nome

Il più vincente del cinema preferisce il ruolo di perdente. Continua a leggere

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Padrino, don’t preach

1. Insieme alla Bibbia alla Torah e al Corano, il Padrino spiega il mondo, ma con più attualità e più tradimenti.
2. Siamo stati tutti Sonny una volta nella vita: irruenza, istinto e per fortuna nessuno c’ha sparato. Chi non è stato Sonny non è mai cresciuto e non sa cosa si è perso.
3. Invece di contare la vostra età per candeline e cerchi concentrici nel tronco, potresti limitarvi a contare i Tessio.

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40 anni di “Ricomincio da tre” – Quando c’è Troisi c’è tutto

1. Napoli terremotata, da un palazzo Troisi entra in scena, uscendo dal teatro per sempre, irrompendo sullo schermo, chiamato a gran voce dai suoi coetanei e da chi parlava la sua stessa lingua.
2. Non sapremo mai quali sono le tre cose che gli sono riuscite prima di ricominciare.
3. Un vaso di rara bruttezza, che ognuno avrebbe potuto dimenticare, ma è passato alla storia per un prodigio mancato.

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