Archivi tag: Garrincha

Corso: Fred Astaire da dribbling

Mariolino Corso era una incarnazione serpigna, l’ultima possibilità per piede sinistro in Italia. Annoverabile nel movimento dei calciatori svogliati, ma non lo era. Esitante sì, quasi non avesse chiaro il quadro del suo talento. E proprio nelle sue esitazioni c’era il calcio dell’Epoca che riassumeva. Aveva solo un piede per calciare e se lo faceva bastare. Come Garrincha una finta sola, sempre la stessa, ma efficacissima. Corso suppliva alla corsetta e alla lentezza con il piede sinistro di Dio – battezzato a Tel Aviv nell’ottobre del 1961 da Gyula Mándi dopo una partita dell’Italia – che richiamava i western, quasi si aggirasse per i campi a raccogliere taglie, segnando. Continua a leggere

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Intervista impossibile a Osvaldo Soriano, Johannesburg 2010

Osvaldo Soriano mi aspetta al ristorante “Pigalle” di Sandton. Calciatore, giornalista, scrittore argentino. Esordì con “Triste, solitario y final”. Dopo il golpe militare scelse l’esilio in Europa. In gioventù era stato il centravanti mancino  del Confluencia. Lo raggiungo in leggero ritardo.

«Cosa è successo: ti sei perso?»

«La città è bloccata, e tu hai scelto il posto più affollato».

«L’ho fatto per te, guardati intorno, ancora ci sono cameraman che girano, questo posto rischiava di diventare come il tunnel dell’Alma a Parigi per Diana, qui poteva morire Platini, la notte prima della finale mondiale, per un calciatore, come morire a natale per un comico». Continua a leggere

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Out of Time

Dormiva sotto al poster del “Charles Buchan’s Football Monthly”, e aveva sempre le scarpe consumate per i calci che tirava in continuazione alla palla, era il bambino George Best. Quello che «Per cinque anni, dall’inizio del 1966 alla fine del 1970, fu nell’insieme il migliore di tutti, il giocatore di maggior talento sulla faccia della terra». Gol, dribbling, progressioni, equilibri, in una disparità che lo metteva al riparo dal conformismo calcistico, Continua a leggere

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Eusébio da Silva Ferreira

819025Eusebio non è stato solo un calciatore, ma anche un tempo. Il culmine di una fase del calcio portoghese che non ci sarà più, nonostante Cristiano Ronaldo. Eusébio da Silva Ferreira era un Garrincha privo di tragicità, meno finte e più gol, mai da posizioni facili, sempre dagli angoli, quasi a ricordare che lui veniva da un paese di estremità come il Mozambico. Per i portoghesi è stato pantera, perla e re, e ora leggenda. Ha portato il Portogallo al terzo posto nei mondiali inglesi del 1966, e la Coppa dei Campioni a Lisbona nel 1962 (due gol in finale), ha vinto due Scarpe (68’ e ’73) e un Pallone d’oro (‘65), undici campionati portoghesi, di cui sette da capocannoniere, titolo che ha vinto anche una volta nel Campionato del Mondo e tre in Coppa Campioni. Non si è fatto mancare niente. Continua a leggere

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Papaverdeoro

Il-cardinale-ghanese-Peter-Kodwo-Lunedi-Appiah-Turkson_h_partbIl cardinale João Pinto, brasiliano, nunzio apostolico in Sudamerica, Papa, col nome di Juan Pablo III, da una settimana, ha annunciato oggi durante L’Angelus, le novità della sua Chiesa: San Pietro diverrà il più grande sambodromo del mondo, e si produrranno a Roma i primi musical con preti e suore, vescovi e cardinali: «Voglio una chiesa allegra, libera e soprattutto intonata, nel ritmo c’è la fede, nella fede c’è Dio». Continua a leggere

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