Archivi tag: Genoa

Corso: Fred Astaire da dribbling

Mariolino Corso era una incarnazione serpigna, l’ultima possibilità per piede sinistro in Italia. Annoverabile nel movimento dei calciatori svogliati, ma non lo era. Esitante sì, quasi non avesse chiaro il quadro del suo talento. E proprio nelle sue esitazioni c’era il calcio dell’Epoca che riassumeva. Aveva solo un piede per calciare e se lo faceva bastare. Come Garrincha una finta sola, sempre la stessa, ma efficacissima. Corso suppliva alla corsetta e alla lentezza con il piede sinistro di Dio – battezzato a Tel Aviv nell’ottobre del 1961 da Gyula Mándi dopo una partita dell’Italia – che richiamava i western, quasi si aggirasse per i campi a raccogliere taglie, segnando. Continua a leggere

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Pizzaballa: figurina, portiere e paradosso

È stato uno dei grandi latitanti italiani, Pier Luigi Pizzaballa, ma solo in figurina Panini, un vero paradosso: il ruolo di portiere – dell’Atalanta – lo obbligava a stare fermo in porta, mentre la figurina sfuggiva a tutti. Oggi uomo, ruolo e figurina (anche se è venuta dopo) compiono 80 anni. Continua a leggere

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“This is Anfield”: lo spazio dei sogni

Anfield spinge, il Liverpool segna, e il Barcellona viene reds-montato. Come per poche altre squadre-corpo lo stadio e il gioco prodotto al suo interno sono un’unica massa, come adesso sanno bene a Barcellona, e come da sempre sanno a Liverpool. “This is Anfield”, questo è il posto dove tutto converge, il cuore e la tattica, le spinte e i gol, e dove alla fine si compiono anche i miracoli, con una dignità che ammutolisce gli avversari. Continua a leggere

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Gasperini e l’architettura degli esterni

Ci fosse una Bauhaus del pallone, allora Gian Piero Gasperini sarebbe Walter Gropius. Uno che disegna e ridisegna il calcio con la matita, modella squadre, che adatta, aggiusta, rifinisce, cercando la perfezione, provando ad andare oltre il presente, partendo dal 3-4-3: «A metà degli anni Novanta allenavo le giovanili della Juve. Usavo il 4-3-3 ma in Italia il 90% era 4-4-2, era tutto uno scimmiottare Sacchi. Continua a leggere

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Dove parcheggiare la carriera di Tevez

Emiliano GulloDribbla con passo bailado De Maio e Bertolacci che non gli stanno dietro, oscilla sulla destra, si spinge veloce sul fondo dell’area genoana, sembra non avere spazio ragionevole per tirare ma lui è Carlos Tevez, quello che ci prova sempre, e colpisce di destro, con la consueta forza, il pallone si alza sotto la traversa e poi finisce in porta. Perin non può opporsi, come a Dortmund non poteva Roman Weidenfeller. Continua a leggere

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