Archivi tag: Germania

Lozano: volontà e tempi esatti di Dio

Poteva fare il prete, non il gangster come immaginano in molti, alla fine ha fatto il calciatore. Hirving Lozano è probabilmente il calciatore di maggiore talento della sua generazione, tanto che persino il raffinato scrittore messicano Juan Villoro, ai mondiali in Russia, aspettava i suoi gol – «El futbol está hecho de milagros y una vez que alguien hace un diagnóstico negativo, espera como buen aficionado que el “Chucky” Lozano meta un golazo y todo cambie» – che arrivarono: Continua a leggere

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Balotelli: picaro senza squadra

Falliti i colpi, sprecate le occasioni, rimette in sesto la lenza e prova ancora a pescare in qualche campo, mentre spegne le candeline del suo ventinovesimo compleanno e si proietta nel futuro con una applicazione che lo invecchia e come didascalia promette a se stesso e agli altri di non cambiare. Mario Balotelli è la più grande discrasia dello sport italiano, l’uomo che peggio raccorda il suo fisico da guerriero Ashanti e la sua biografia (calcistica e non), il calciatore le cui gesta fuori dal campo hanno superato quelle in campo (e chi se le ricorda è un nerd) e che sta sempre sul rasoio dell’ultima occasione. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

Tata Brown: ago, filo e traiettorie argentine

Pare un soldato di Robert Capa,

esulta

nessuna guerra alle spalle

ma un valore incarnato

ago e filo

si cuce all’inesplorato

futuro. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , ,

Come un ananas

Rimase immobile a guardare la mano che afferrava l’ananas, mentre diventava sempre più distinta l’immagine per anni rimossa. All’improvviso, in un supermercato della provincia americana, poteva sentire echeggiare i rumori del campo, gli ordini nella sua lingua madre e l’abbandono della condanna. In mezzo a una costellazione luminosissima di banchi e scaffali, c’era solo quella mano che teneva l’ananas: in un sostanziale allineamento tra ricordi. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

Take time for smell the roses

In una eventuale gerarchia delle sante personalità del calcio Bobby Robson sarebbe in cima alla lista, come lo sarebbe in quella degli allenatori che sono stati fondamentali, non tanto per il sistema di gioco quanto per l’evoluzione umana di questo. A restituircelo arriva un documentario girato così bene – e montato meglio – da chiedere che diventi un format: “Bobby Robson: more than a manager” di Gabriel Clarke & Torquil Jones. Giocando sulla cronologia, ma soprattutto lavorando sul sorriso hollywoodiano di Robson –  un Bob Kennedy inglese –, Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , ,
Annunci