Archivi tag: Gianni Brera

Francia Campione Mondiale vista da Gianni Brera

II secondo titolo mondiale della Francia non si discute come non si discutono i miracoli veri. Da principi della zolla. Annibale e Napoleone vengono celebrati come geni della guerra. Ci si è mai domandato perché? Che diamine: perché gli storici scrivono per i vincitori di quei geni inarrivabili. Ora tu, cara giovane, Francia, colonizzata dalle tue colonie, hai sfruttato appieno le virtù della indole africana. In alto allora le bandiere e i canti per la Francia double-champion del mondo: in alto le bandiere e i canti per chi se l’è meritato. Continua a leggere

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Cristiano Ronaldo visto da Gioànn Brera fu Carlo

Il Santo Catenaccio dell’acciughina pluriscudettata Allegri – primo non prenderle –  ha la fortuna di permettersi lo smacco dell’eusebide lusitano: Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, toccherà a bola razzolando per i campi italici. La squadra del fu Gioànn Agnelli gravida di storia e campioni, s’alza di gloria, dopo aver a lungo beccato la roccia come fa il passero, costringendo le altre a lustrarsi gli occhi. Continua a leggere

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Angelillo: principe de la pelota

Un pistolero della pampa, dove il saloon era l’area di rigore e il pallone la sua pistola – per questo non ha funzionato come allenatore –, che si muoveva avvolto dalla nostalgia, come la maglia della salute indossata nel passaggio sull’oceano: da Buenos Aires a Milano, dalla Boca al Meazza, niente più tango, piuttosto jazz: in campo e fuori. E fumo, almeno secondo Helenio Herrera, che lo vide stanco e preso da una ballerina: Ilya Lopez (Attilia Tironi), poi era amore, ma HH ossessionato dalla disciplina era in una modalità che non lo comprendeva. Continua a leggere

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Il cronista di Brera

Io la raccontai ai tedeschi, ed era come se un giapponese avesse descritto Pearl Harbour agli americani. Sapevo che in quello stadio avrebbero messo una targa: qui c’è stata una corrida non una partita di calcio – così cominciavo –, dove alla fine aveva vinto il toro (ai tedeschi la metafora piacque molto). Nel 1970 ero un ragazzo e lavoravo per “Die Welt”, madre tedesca e padre italiano, ero cresciuto in Germania, e per amore tifavo Brasile: c’era una Città del Messico anche nel mio cuore. Continua a leggere

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Da Campeonato Sudamericano de Football a Copa America

In un secolo è cambiata la cadenza e le modalità, le regole e le squadre, ma è rimasto intatto lo spirito da torneo piratesco, dove il Paraguay può affrontare alla pari il Brasile e batterlo. Perché in Copa America succede di tutto. E, volendo racchiudere i suoi cento anni in un tweet, parafrasando Gary Lineker – l’attaccante inglese da citare sempre per i mondiali – possiamo dire: è il più vecchio torneo del mondo, dove può succede di tutto e alla fine vince l’Uruguay. Prima di Jules Rimet, un giornalista uruguayano Héctor Rivadavia Gómez, un po’ per sogno un po’ per gioco diede inizio a un torneo tra nazioni sudamericane che non era ancora la Copa ma lo sarebbe diventata (la prima edizione quella del 1916 si giocò senza trofeo, in Argentina e vinse l’Uruguay), fino agli anni 70 si chiamerà: Campeonato Sudamericano de Football. Continua a leggere

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