Archivi tag: Giorgio Manganelli

Vladimir Nabokov, cacciatore di russo

Diceva che la parte migliore della biografia di uno scrittore non è «la registrazione delle sue avventure ma la storia del suo stile». Ecco Vladimir Nabokov, forse, sistema complesso, scrittore del riverbero, capace di far fischiare le pagine in ogni lingua utilizzata, il resto è avventura, che serve più o meno alle storie, perché il gioco sta proprio nel salto di sillabe, righe e pagine, e mentre tutti pensano di trovarlo in “Lolita”, o lo inchiodano a “Parla, ricordo”, è molto più probabile che stia ne “La vera vita di Sebastian Knight”, che Giorgio Manganelli riassunse così: «un autore scrive un libro su di un autore che vorrebbe scrivere un libro su di un autore il quale, incidentalmente, ha avuto in animo di scrivere una biografia fittizia; di questo autore praticamente non si hanno notizie che non siano ingannevoli o tautologiche, ed anzi l’unica vera “notizia” è che Sebastian, scrittore, ha scritto dei libri». Ecco il riflesso, ed ecco Nabokov, forse. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , ,

Un anno di libri

Ancora tra il marziano di Ennio Flaiano e la zia di Alberto Arbasino, eccola l’Italia dei libri. Riassumibile in una canzone di Rino Gaetano: Andrea Camilleri che dribbla Fabio Volo e Paolo Cognetti che passa a Dan Brown e Ken Follett che guarda Carlo Rovelli marcato da Alan Friedman che aspetta Elena Ferrante. Aggiungete un coro di giallisti, qualche balilla e molta tivù: il paesaggio italiano con zombi tra presepe e condominio. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , ,

Cina e altri orienti

downloadLa difficoltà della letteratura di viaggio sta tutta nel saper dare il nome alle cose, lo so bene che le cose hanno già un nome ma solo il vero scrittore è capace di ri-nominarle. Ogni racconto è un battesimo o non è racconto. Poi si vive di tentativi: a volte riesce a volte no, a volte uno si avvicina al giusto nome altre volte lo sbaglia di grosso, la differenza tra scrittori e improvvisati è proprio come col tiro al piattello: chi ne prende di più. In questo Giorgio Manganelli era olimpionico di tiro alle parole, bastava metterlo in viaggio, mandarlo alla scoperta anche solo del mercato rionale del suo quartiere e lui era capace di tornare con il materiale per un libro, era un vero autentico scrittore, cioè aveva una lingua forte, capace di dare un nuovo nome alle cose, e aveva un mondo singolarissimo e inimitabile, e dispiace stare sempre a sottolineare che a lui riuscivano certe cose ed ad altri no, prendete i De Cataldo che vanno in India, i Siti che vanno a Dubai e troverete dei pezzi buoni per la Lonely Planet, Continua a leggere

Contrassegnato da tag ,